Stufe e caldaie a pellet

 
Dove e quando installarle

La nostra associazione consiglia di installare stufe e caldaie a pellet per la propria abitazione solo in determinati contesti, rappresentati da abitazioni isolate e, preferibilmente, non raggiunte dalla rete del gas naturale (riscaldamento a gasolio).

In questi casi, riscaldare la propria abitazione con del pellet può rappresentare una soluzione piacevole e confortevole.

Questa soluzione inoltre può permettere di ridurre le nostre emissioni di gas ad effetto serra, se il pellet è prodotto in maniera sostenibile.

Infine, per quanto riguarda le emissioni di particolato e di polveri sottili, sarà importante dotarsi delle tecnologie più efficienti, in grado di ottimizzare la combustione e dotate di filtri per l’abbattimento delle polveri.

Informazioni principali sulle stufe e sulle caldaie a pellet

In questo box intendiamo informarvi sulle principali caratteristiche che distinguono le stufe e le caldaie a pellet e sui vantaggi e gli svantaggi che offrono.

“Pellet Stove”, immagine tratta da flickr, licenza CC BY-ND 2.0.

Le stufe a pellet sono dispositivi per il riscaldamento “diretto” degli ambienti. In base al tipo di stufa, infatti, esse possono riscaldare direttamente l’aria, oppure l’ambiente circostante in cui si trovano. Nel primo caso si parla di convezione e il trasferimento di calore avviene tramite lo spostamento della massa di aria calda verso l’aria fredda con progressivo riscaldamento della stanza. Questo spostamento è favorito dai ventilatori di cui è dotata la stufa. Nel secondo caso si parla di irraggiamento e il riscaldamento dell’ambiente avviene grazie all’emissione di raggi infrarossi da parte della caldaia, che riscaldano gli oggetti che colpiscono e in parte anche l’aria, venendo in parte assorbiti dalle particelle in essa presenti. Un vantaggio delle stufe rispetto alle caldaie a pellet è la loro relativa economicità, pur tenuto conto dell’ampia variabilità di prezzo in funzione della tecnologia, dei materiali impiegati e della potenza che le caratterizzano.

Le stufe a pellet disponibili sul mercato hanno potenze che vanno tipicamente dai 5 kW ai 15 kW. Ad esempio, con una potenza di 7 kW, è possibile riscaldare un’abitazione localizzata nel centro o nord Italia dotata di un isolamento di media qualità (fabbisogno di 150-160 kWh/m2 anno) e con una superficie di circa 70 m2.

 

Le stufe a convezione

Le stufe a convezione sono caratterizzate da una bassa inerzia termica e sono tipicamente leggere. Questo fa si che si riscaldino velocemente e che si raffreddino altrettanto velocemente. La loro scelta quindi può essere indicata ad esempio in ambienti ben isolati e che vengono occupati per poco tempo durante il giorno.

Queste stufe possono essere inoltre semi-automatiche, se i dispositivi dispongono di un sistema di controllo che permetta di regolare (modulare) la potenza al fine di raggiungere la temperatura impostata. Per contro, la movimentazione d’aria dovuta ai moti convettivi può ridurre il comfort abitativo, specie per le persone particolarmente sensibili. In aggiunta, è facile che si crei un gradiente termico “basso freddo- alto caldo”, percepito direttamente da chi vive nell’appartamento. Per finire, questa soluzione può comportare la presenza di pareti fredde.

L’ultima criticità è legata alla necessità di ricarica manuale della stufa. La periodicità di ricarica è più o meno ampia a seconda che ci si doti o meno di uno stoccaggio del pellet.

Le stufe a irraggiamento

Le stufe a irraggiamento tipicamente hanno invece una elevata inerzia termica e sono particolarmente pesanti. Quindi si riscaldano lentamente e si raffreddano altrettanto lentamente. Sono quindi indicate maggiormente per ambienti che vengono occupati per lunghi periodi di tempo.

A differenza delle stufe a convezione, le stufe a irraggiamento presentano una scarsa movimentazione dell’aria e, se ben progettate, non creano gradienti termici sfavorevoli al comfort abitativo. Per contro, la loro elevata inerzia termica è associata ad un peso e ad un ingombro elevati e, come per le stufe a convezione, si rende necessario un caricamento periodico del pellet.

Caldaie a pellet, fonte immagine wikipedia, licenza CC BY 3.0.

A differenza delle stufe, le caldaie sono pensate per un riscaldamento “indiretto”, dal momento che il riscaldamento dell’ambiente avviene per mezzo di un fluido termovettore opportunamente riscaldato dalla caldaia, che viene inviato all’impianto di distribuzione e ai corpi scaldanti dell’edificio (radiatori, ventilconvettori, pavimento radiante, etc).

I vantaggi delle caldaie a pellet sono comuni a quelle delle altre caldaie, ovverosia la possibilità di riscaldare anche ambienti della casa relativamente distanti, la possibilità di produrre acqua calda sanitaria e la possibilità di regolare in maniera più precisa la temperatura degli ambienti.

Inoltre, è possibile una semi-automazione del riscaldamento, limitato dalla necessità di dover ricaricare il pellet di tanto in tanto. Per contro, tali caldaie presentano lo svantaggio di necessitare di un locale di alloggiamento dedicato e presentano costi più elevati rispetto alle stufe. In virtù della necessità di produrre anche acqua calda sanitaria, le caldaie hanno potenze più elevate delle stufe, che vanno dai 12 kW per arrivare anche a 25 kW e 50 kW.

L'Ordinanza del Comune di Pesaro

Al fine di tutelare la qualità dell’aria in città e di ridurre le emissioni di particolato e polveri provenienti dagli impianti di riscaldamento degli edifici pubblici e privati , il Comune di Pesaro ha adottato nel 2015 un’apposita ordinanza (ord. 246/2015), che fissa specifici limiti all’utilizzo di stufe a legna, caminetti a legna e caldaie a pellet nel territorio cittadino.

In particolare, l’ordinanza prevede che non si possano utilizzare detti dispositivi di riscaldamento nei giorni che vanno da lunedì a venerdì, se nell’edificio è già presente un altro sistema di riscaldamento.

Quindi in questi casi il proprietario o il conduttore dell’edificio dovranno sostituire il sistema di riscaldamento presente con uno a legna o a pellet.

Fanno eccezione i casi di stufe, caminetti e caldaie che soddisfano specifici requisiti in termini di tutela dell’ambiente ed emissioni in atmosfera e che pertanto possono essere utilizzati assieme ad altri sistemi di riscaldamento già presenti nell’abitazione:

– caminetti e stufe a legna con rendimento nominale >= 75%, emissioni CO <=0,16%, PTS<= 40 mg/Nm3;

– stufe e caldaie a pellet con rendimento nominale >= 85%, emissioni CO <= 0,032%, PTS <= 30 mg/Nm3;

Tutto questo conferma ulteriormente la nostra preferenza nel promuovere caldaie e stufe a pellet solo per le abitazioni isolate e preferibilmente non raggiunte dalla rete del gas naturale.

Inquinamento dell'aria e emissioni di gas climalteranti (gas serra)

La valutazione della sostenibilità delle stufe e dei caminetti a pellet è un aspetto molto importante di cui tenere conto quando si deve considerare l’installazione di uno di questi dispositivi per il proprio edificio. La sostenibilità deve riguardare sia le emissioni di gas climalteranti, ovverosia di gas ad effetto serra, sia le emissioni di polveri e di composti dannosi per la salute umana. Per quanto riguarda le emissioni di gas climalteranti, il discorso non è del tutto scontato. Infatti, la sostenibilità dell’uso del pellet è strettamente connessa alla sostenibilità della filiera da cui questo proviene (vedi la pagina 9 dell’Executive Summary dello studio dell’ENEA “Gli impatti energetici e ambientali dei combustibili nel settore residenziale”). In altri termini, essa dipende dalle materie prime o seconde impiegate per produrre il pellet e dai processi produttivi utilizzati per la sua produzione (l’Italia potrebbe aumentare di molto la propria produzione nazionale riducendo la dipendenza dall’estero per l’importazione di legna e pellet). In base a questi, si potrà effettivamente dimostrare che il pellet rappresenti una fonte di energia con minori emissioni di gas serra rispetto al gas naturale e al gpl, come evidenziato da Valter Francescato dell’Associazione Italiana Energie Agroforestali o AIEL (vedi articolo su QualEnergia.it). Al proposito, si tenga anche conto che le leggi italiane riconoscono come rinnovabile il 70% dell’energia termica prodotta dalle biomasse. Per giunta, per quanto riguarda le emissioni di polveri e di particolato, lo stesso articolo di Valter Francescato già citato evidenzia come le emissioni di polveri e particolato siano molto basse se ci si avvale delle ultime tecnologie a disposizione e inoltre siano ben inferiori ai limiti normativi sulla qualità dell’aria. In ogni caso, resta il fatto che anche le stufe e le caldaie a pellet emettano sostanze nocive per la salute umana, ancorché in quantità limitate (naturalmente un camino a legna tradizionale inquina molto di più).

Ad ulteriore integrazione di quanto testé indicato, si riporta un estratto dello speciale tecnico di QualEnergia.it “Riscaldarsi con il pellet e con la legna” (2914), citato anche in fondo a questa pagina nel box dei Riferimenti utili. In particolare, nel capitolo 8 dello speciale, intitolato “Le emissioni e l’inquinamento” si riconosce come “le vecchie tecnologie oggi in disuso producevano notevoli quantità di inquinanti (monossido di carbonio, polveri, composti organici) che con le nuove tecnologie si sono notevolmente ridotti. Il problema si riduce quanto più la combustione è fatta bene, con un giusto rapporto tra combustibile e comburente. Le stufe moderne hanno una combustione ottimizzata e si producono addirittura caldaie con sonda lambda, che misurano l’ossigeno nei fumi e, di conseguenza, regola l’immissione di aria […] Per avvicinarci il più possibile alla condizione “perfetta” è necessario utilizzare i dispositivi a biomassa secondo le specifiche del produttore, effettuare la corretta manutenzione e pulizia, utilizzare biomassa di qualità correttamente immagazzinata con un corretto tasso di umidità. In caso contrario gli inquinanti dovuti alla combustione della biomassa sono destinati inevitabilmente a salire […] Considerando il ciclo completo della biomassa, va aggiunto che questa dovrebbe essere prodotta da foreste “vicine”, altrimenti l’inquinamento prodotto per il loro trasportoe la successiva combustione potrebbe avvicinarsi a quello causato da altre fonti fossili”.

Consigli per la scelta di stufe e caldaie a pellet efficienti

Le stufe e la caldaie a pellet non sono tutte uguali. Per chi volesse installarne una nel proprio edificio, è possibile conoscerne le prestazioni  attraverso la certificazione volontaria “Aria Pulita”, promossa dall’Associazione Italiana Energie Agroforestali (AIEL) e accolta favorevolmente anche da Regione Lombardia e da Legambiente Lombardia.

Questa certificazione prevede una procedura di test e valutazione indipendente delle prestazioni delle stufe e delle caldaie a pellet in termini di rendimento, di emissioni di particolato primario, di ossidi di azoto, di composti organici totali e di monossido di carbonio, al termine della quale agli apparecchi vengono attribuite da 0 a 5 stelle in relazione alla bontà delle proprie prestazioni. I dispositivi attualmente sul mercato non superano le 4 stelle, ma i produttori assicurano di poter introdurre ulteriori miglioramenti tecnologici tali da poter raggiungere il più prestigioso riconoscimento delle 5 stelle.

Per maggiori informazioni al riguardo, vi invitiamo a leggere questo articolo del sito QualEnergia.it, dove vengono riportate anche delle video interviste a Marino Berton, direttore generale di AIEL, all’Assessore ad Ambiente ed Energia di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi e al presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto.

Consigli per il dimensionamento e l'installazione delle stufe a pellet

Il dimensionamento e l’installazione di stufe a pellet richiedono innanzitutto la realizzazione di un sopralluogo nell’edificio, per verificare che il locale pensato per l’installazione sia idoneo, ovverosia che disponga di:

– una canna fumaria, che, qualora assente, andrà installata;

– una presa d’aria;

– un’adeguata distanza da materiali combustibili eventualmente presenti nel locale;

– una presa elettrica nelle vicinanze per alimentare la stufa o caldaia;

– uno spazio adeguato per il posizionamento ottimale della stufa;

Per quanto riguarda il dimensionamento, questo andrà fatto da progettisti competenti, che terranno conto anche del livello di isolamento della casa, specie per quanto riguarda le pareti e gli infissi.

Per quanto riguarda la scelta del prodotto, nel box precedente, dedicato ai “Consigli per la scelta di stufe e caldaie a pellet efficienti”, abbiamo visto che è possibile scegliere la caldaia o stufa a pellet sulla base della certificazione volontaria “Aria Pulita” e del numero di stelle attribuite in funzione delle prestazioni offerte dalla caldaia o stufa.

Successivamente quindi si potrà passare all’installazione vera e propria del macchinario, che dovrà essere effettuata da un tecnico abilitato (si sconsiglia decisamente il fai da te), il quale dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità, tanto per il macchinario (comprensiva di libretto di impianto e di libretto d’uso e manutenzione del generatore), quanto per la canna fumaria, che deve rispondere a ben determinate specifiche tecniche.

Per finire, per quanto riguarda la manutenzione, sia del macchinario che della canna fumaria, questa andrà realizzata ogni 1 o 2 anni, al fine di ottimizzare la combustione riducendo le emissioni delle polveri sottili, migliorando le prestazioni della stufa nel tempo e migliorando la sicurezza della canna fumaria (evitando anche il rischio di incendi).

Per quanto riguarda la manutenzione quotidiana, infine, l’utilizzatore potrà pulire giornalmente il braciere rimuovendo la cenere e potrà scegliere di bruciare solo pellet di qualità in modo da far funzionare più a lungo la macchina (fonte delle informazioni, articolo di QualEnergia.it).

Incentivi per stufe e caldaie a pellet e costo del pellet

L’installazione di stufe e le caldaie a pellet può beneficiare delle detrazioni fiscali del 50% previste per i lavori di ristrutturazione edilizia o, in alternativa, può beneficiare dell’incentivo del Conto Termico.

Nel primo caso, le detrazioni sono ripartite in 10 anni e sono suddivise in 10 rate uguali.

Nel secondo caso invece, ovvero nel Conto Termico, l’incentivo viene riconosciuto per le stufe e caldaie a pellet che soddisfino determinati requisiti in termini di prestazioni e viene erogato sotto forma di contributo in conto capitale entro due mesi dalla data di attivazione del contratto con l’installatore.

L’incentivo del Conto Termico è tanto maggiore quanto maggiore è l’efficienza dell’impianto, quanto minori sono le sue emissioni in atmosfera e quanto maggiori sono le ore di utilizzo annue, calcolate sulla base della rigidità del clima della località in cui viene installato l’impianto.

Il costo di un kWh termico prodotto con il pellet è indicativamente di 0,07 euro, contro il costo di un kWh termico prodotto con il gas naturale, che è indicativamente di 0,10 euro (vedi qui).

Oltre agli incentivi appena descritti, le stufe e le caldaie a pellet possono beneficiare dell’iva agevolata al 10%, con le limitazioni previste per i “beni significativi”, solo nel caso in cui scaldino il liquido che alimenta il sistema di riscaldamento degli ambienti e dell’acqua calda sanitaria, oppure quando è installata come parte di una prestazione di servizi nell’ambito di una ristrutturazione. Non possono quindi beneficiare dell’iva agevolata al 10% le stufe che scaldano solo la stanza in cui vengono collocate e che non rientrano all’interno di un intervento di ristrutturazione.

Riferimenti Utili

– QualEnergia.it, Speciale Tecnico “Guida alle stufe e caldaie a pellet ad uso domestico”, 20 ottobre 2011;

– QualEnergia.it, Speciale Tecnico “Guida all’acquisto del pellet di qualità”, 9 ottobre 2012;

– QualEnergia.it, Speciale Tecnico, “Riscaldarsi con il pellet e con la legna”, 22 ottobre 2014;

– caminisulweb.it, il portale con le aziende di stufe e caminetti di tutta Italia, http://www.caminisulweb.it/;