Come Sentinelle dell’Energia siamo interessati ad ogni aspetto che abbia a che fare con il consumo di energia e, ancor prima, di risorse.

In quest’ottica, risulta importante cercare di individuare dei sistemi economici e sociali che siano in grado di garantire il benessere della popolazione, garantendo al contempo la preservazione delle risorse del pianeta. Non per niente il concetto di sostenibilità è oggi alla base di quasi tutti i programmi e le strategie ambientali a livello internazionale, nazionale e locale: la sostenibilità infatti esprime appunto la capacità di soddisfare i fabbisogni della società odierna, senza per questo privarli a chi verrà dopo di noi. Spesso viene accostata al termine sviluppo, parlando di “sviluppo sostenibile”. A questo proposito, prima di accettare questo termine, secondo me si dovrebbe cercare di capire cosa si intenda per sviluppo, ben consapevoli che riferirlo ad un aumento dei consumi e ad una crescita illimitata è irrealizzabile, in un sistema come è quello rappresentato dal nostro pianeta, che dispone di risorse limitate e di una limitata capacità di rigenerazione delle stesse.

Questa premessa per introdurre una disciplina o, se vogliamo, una vera e propria filosofia di progettazione e gestione dei paesaggi antropizzati che è la permacultura. Essa è finalizzata a permettere alla società di ricavare cibo, fibre ed energia dalla natura senza esercitare una pressione troppo elevata sull’ecosistema, evitando così di alterarne gli equilibri con gravi pericoli per la società. Addirittura, la permacultura si pone come obiettivo quello di garantire la resilienza di una comunità, ovvero la sua capacità di adattarsi alle mutate condizioni ambientali e climatiche.

Il termine permacultura, coniato nel 1911 da Franklin Hiram King, deriva dalla contrazione delle parole inglesi “permanent” e “agriculture” e “culture”, intendendola come sistema agricolo che si possa sostenere per un tempo illimitato.

I primi lavori pioneristici ad opera di Mollison e Holmgren videro la luce verso la fine degli anni ’70 e a partire dagli anni ’80 la tecnica si diffuse in tutto il mondo. Il metodo della permacultura e il suo caratteristico approccio olistico alla ridefinizione di un modello di comunità sostenibile nella gestione del cibo, delle risorse e dell’energia, è anche stato alla base della nascita del movimento delle Transition Towns, avviato da Rob Hopkins nei primi anni 2000.

Per non risultare troppo noioso, non mi dilungherò a trattare della permacultura, anche perchè confesso di essere totalmente inesperto in materia, ma vi segnalo due opportunità di approfondimento davvero interessanti:

1) Il documentario della BBC “Una fattoria per il futuro”, che è veramente efficace nel mettere in luce gli assunti di base di questo metodo e le possibili applicazioni in ambito agricolo

Immagine tratta dal documentario della BBC "una fattoria per il futuro".

Immagine tratta dal documentario della BBC “Una fattoria per il futuro”.

2) Un corso di formazione sul “forest gardening” che si terrà presso l’Azienda agricola Amaltea Bio – Via dei Poggi, 17, 56034 Rivalto PI, il 14 e 15 settembre!!
http://amalteabio.blogspot.it/search/label/corsi

Qui invece il link all’evento su facebook:

https://www.facebook.com/events/490852117657330/