Come anticipato, oggi vi parliamo di M’Illumino di Meno e degli strumenti di pianificazione messi in atto dagli enti pubblici in favore della sostenibilità ambientale e della “decarbonizzazione (ovvero riduzione delle emissioni di gas serra, espressi in termini di CO2 equivalente) dell’economia”.

Quello che come Sentinelle dell’Energia ci preme sottolineare, è che ci sono tante possibili strade da percorrere e ci sono tante soluzioni da mettere in atto per favorire la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, ma che nello stesso tempo è fondamentale tenere in considerazione gli aspetti economici e sociali.

Come al solito, siccome l’articolo è lungo, lo dividiamo in paragrafi, raggiungibili attraverso i collegamenti ipertestuali riportati qui sotto:

– considerazioni generali sulla sostenibilità ambientale (e sociale ed economica);

– M’Illumino di Meno;

– I piani degli enti pubblici in favore della sostenibilità ambientale;

 


Considerazioni generali sulla sostenibilità ambientale (e sociale ed economica)

La cosa più difficile è riuscire a vincere l’inerzia di un sistema economico profondamente improntato sulle fonti fossili. Le logiche di mercato il più delle volte impediscono di adottare cambiamenti repentini nel funzionamento della società, pena l’inceppamento di un meccanismo la cui ripartenza sotto vesti più sostenibili richiederebbe comunque del tempo.

Non per niente nell’introduzione abbiamo parlato di transizione e non di passaggio immediato o di traslazione.

E’ pur vero che un contributo fondamentale in direzione di una maggiore sostenibilità, intesa sia dal punto di vista ambientale, che economico e sociale, deriva da un’evoluzione culturale a livello sociale, che oggi, in virtù del respiro planetario dei rapporti sia di natura commerciale che della vita privata, non può che avvenire a livello globale.

Questa evoluzione deve essere frutto sia di una spinta dall’alto, a livello politico e amministrativo, sia di una spinta dal basso, opera dell’attivismo della società civile.

Si pensi ad esempio alla raccolta differenziata dei rifiuti: senza che venissero fissati obiettivi minimi di raccolta differenziata in termini percentuali a livello nazionale e senza che i cittadini venissero indirizzati verso la raccolta differenziata non si sarebbero potuti raggiungere i traguardi generali cui oggi si assiste in Italia, seppure con i suoi ampi margini di miglioramento, specie nelle regioni del Centro  e del Sud. Allo stesso tempo, senza l’esempio di personalità virtuose come il professore Rossano Ercolini di Capannori, vincitore nel 2013 del cosiddetto premio nobel per l’ambiente, non si sarebbero potute affermare realtà come Capannori che hanno raggiunto risultati in un certo senso sorprendenti in materia di gestione dei rifiuti, coniugando appunto convenienza economica, sostenibilità ambientale e creazione di posti di lavoro.

 


M’Illumino di Meno

Locandina di M'Illumino di Meno 2007

Locandina di M’Illumino di Meno 2007

Per comprendere bene in che cosa consista M’Illumino di Meno, vi invitiamo a leggere la pagina dedicata riportata sul sito della trasmissione radiofonica di Caterpillar.

Qui ci limitiamo a dire, che la giornata di M’Illumino di Meno rappresenta una sorta di festa, i cui aderenti celebrano il risparmio energetico con gesti o azioni più o meno grandi, per evidenziare il lato giocoso che può derivare dalla riduzione dei consumi, che non deve essere vista necessariamente come una privazione.

Chiunque abbia un’idea originale può proporla, come cercheremo di fare domani noi Sentinelle dell’Energia – SELENE in Piazza del Popolo a Pesaro (in concomitanza con il Global Divestment Day), con un piccolo flash mob, senza allestire chissà quali rappresentazioni elaborate. Se siete curiosi venite in Piazza alle 18!

Per conoscere poi tutte le altre attività organizzate a Pesaro, potete visitare la pagina dedicata sul sito di pesaroenergia.it.

 


I piani degli enti pubblici in favore della sostenibilità ambientale

Il Comune di Pesaro, la Provincia di Pesaro e Urbino (con il supporto del Megas.net) e numerosi Comuni della provincia hanno aderito all’iniziativa europea del Patto dei Sindaci, grazie alla quale si impegnano ad adottare una serie di misure di breve, medio e lungo periodo, finalizzate a raggiungere l’obiettivo di una riduzione di almeno il 20% delle emissioni di CO2 equivalente in atmosfera entro il 2020 (rispetto ad un anno base preso a riferimento), in ottemperanza ai target stabiliti con il protocollo di Kyoto.

Elementi chiave della pianificazione sono la realizzazione di un inventario di base delle emissioni (IBE o BEI in inglese) e la predisposizione del cosiddetto Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES – o SEAP in inglese), che appunto altro non rappresenta che l’insieme di azioni di breve, medio e lungo periodo che i Comuni si impegnano ad adottare o a promuovere presso i privati, per raggiungere l’obiettivo prefissato di decarbonizzazione a livello del proprio territorio.

Il Comune di Pesaro è stato il primo nella provincia ad approvare con Delibera di Consiglio Comunale, nel dicembre 2012, il proprio PAES.

Qual è il ruolo invece della Provincia? Di fatto sono i Comuni che preparano gli inventari delle emissioni e i piani d’azione, ma spesso questi hanno bisogno di un supporto, specie se sono di piccole dimensioni. Per questo la Commissione Europea ha pensato di attribuire alle provincie e ad altri enti il ruolo di “coordinatori territoriali del patto”, permettendo altresì che Comuni di piccole dimensioni si riunissero per elaborare un documento comune.

Come riporta la Provincia di Pesaro e Urbino in una sezione dedicata al Patto dei Sindaci a cura del Servizio “Ambiente, Agricoltura, Fonti Rinnovabili e Pianificazione Territoriale”, attualmente si sono realizzati o si stanno realizzando PAES sovracomunali, con il coordinamento dell’Ufficio Pianificazione Ambientale della Provincia e del Megas.Net:

“Dopo una serie di riunioni svolte nel 2012, all’interno delle Assemblee dei soci del Megas.net, si è deciso di procedere alla stesura dei PAES coinvolgendo i primi 15 Comuni, aggregandoli in tre Piani d’azione per l’energia sostenibile (vedi Tavola n. 1 delle Unioni Comunali )

  1. Unione del Medio e Alto Metauro: Peglio, Urbania, Borgo Pace 
  2. Unione Valle Cesano: Frontone, Cantiano, Serra Sant’Abbondio (PAES già pronto, nda)
  3. Unione della Bassa Val Metauro Cesano: Barchi, Fratterosa, Mondavio, Sant‘Ippolito, Serrungarina, Piagge

Ogni Comune avrà un proprio IBE, ma la pianificazione sarà fatta in un contesto territoriale sovracomunale, andando a privilegiare azioni condivise e partecipate con la cittadinanza.

Le azioni da intraprendere sono numerose. Secondo noi delle Sentinelle dell’Energia, questo rappresenta un valore aggiunto sia per gli operatori del Terzo Settore, sia per le imprese di dare il proprio contributo alla transizione energetica.

In chiusura riteniamo importante segnalare anche altre realtà cui spesso i cittadini non rivolgono la propria attenzione, ma che sono in grado di proporre soluzioni estremamente valide nella direzione della sostenibilità ambientale. Si pensi ad esempio ai gruppi di acquisto solidale o ai gruppi locali del movimento della decrescita felice.