In questo articolo, ci concentreremo sulla descrizione del funzionamento del meccanismo dello scambio sul posto (SSP) nel caso di installazioni di impianti fotovoltaici in ambito residenziale.

Non approfondiremo invece le altre possibili casistiche, relative a impianti di taglia maggiore, a impianti operanti in assetto cogenerativo o a impianti di proprietà dei Comuni fino a 20’000 residenti o, per finire, a impianti di proprietà del ministero della Difesa.

Abbiamo cercato di essere chiari ed esaustivi al tempo stesso e ciò che ne è risultato è un post ben articolato e “lungo da leggere”. Chi avesse urgenza, potrà accedere direttamente alla sezione “proviamo a fare i calcoli” per capire in maniera più immediata il funzionamento dello SSP.

Ritiro dedicato o scambio sul posto

Lo scambio sul posto è, assieme al ritiro dedicato, una delle due forme con cui il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ritira l’energia elettrica immessa in rete da parte di certi tipi di impianti fotovoltaici, ivi inclusi gli impianti in ambito residenziale.

Il ritiro dedicato non è altro che l’acquisto, da parte del GSE, dell’energia immessa in rete, al prezzo medio zonale orario (PO), dato dalla media mensile del prezzo zonale (ovvero il prezzo formatosi nel mercato elettrico nella zona di mercato in cui risulta connesso l’impianto) per ciascuna fascia oraria. Questo non può scendere sotto ad un valore minimo, il cosiddetto prezzo minimo garantito, tutelando in questo modo il produttore. Nonostante ciò, dal 2014 il valore dei prezzi minimi garantiti si è ridotto notevolmente e la convenienza del ritiro dedicato rimane valida solo per grandi impianti aventi una quota di autoconsumo di piccola entità o nulla.

Lo scambio sul posto è quindi la soluzione ideale per impianti residenziali in cui la quota parte di energia prodotta e immessa in rete, al netto degli autoconsumi, è comparabile con la quota parte di energia prelevata dalla rete.

Che cos’è lo scambio sul posto

A differenza del ritiro dedicato, in cui il produttore vende l’energia elettrica al GSE, nel caso dello scambio sul posto si parla di valorizzazione dell’energia prelevata dal GSE.

Perché si parla di valorizzazione? Per capirlo dobbiamo pensare che nello scambio sul posto la rete elettrica opera come una batteria virtuale. che è in grado di immagazzinare virtualmente l’energia prelevata e di immetterla al consumo quando ne abbiamo bisogno. Questo paragone rende bene l’idea di valorizzazione dell’energia immessa in rete, in quanto tale energia viene per così dire “parzialmente rimborsata” da parte del GSE.

E cosa si intende per “parzialmente rimborsata”? Come saprete, la bolletta elettrica è suddivisa in diverse voci di costo, come è efficacementelogo_forza2 messo in evidenza nella pagina dedicata dell’AEEGSI (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas e il Sistema Idrico). Lo scambio sul posto valorizza l’energia scambiata attraverso il cosiddetto contributo in conto scambio, che da una parte remunera il minore fra il controvalore dell’energia immessa in rete e il controvalore dell’energia prelevata dalla rete e, dall’altra, rimborsa quota parte dei costi fissi della bolletta (alcuni oneri generali di sistema più i costi di rete) per l’energia “scambiata con la rete”.

Non vi è ancora chiaro vero? Il tutto è spiegato in maniera più schematica nel paragrafo successivo.

Come viene calcolato il contributo in conto scambio

Il contributo in conto scambio Cs è dato dalla seguente formula:

Cs = min (Oei, Cei) + CUsf *Es;

dove

Oe = onere energia prelevata dalla rete, è pari al prodotto fra i kWh prelevati dalla rete e il Prezzo Unico Nazionale (PUN) orario dell’energia. Il PUN è la media dei prezzi zonali orari dell’energia acquistata nel mercato elettrico. Maggiori informazioni sul PUN sono recuperabili sul sito del Gestore del Mercato Elettrico (GME), alla pagina relativa al glossarioInoltre, per avere un’idea della variazione oraria del Prezzo Unico Nazionale, è possibile fare riferimento a quanto riportato qui (si veda in particolare l’ultima immagine), mentre per avere un’idea sulla variazione mensile del PUN, si può fare riferimento a questo articolo di Qualenergia.it. A titolo orientativo, possiamo dire che in questo periodo il PUN si aggira tra i 5 e 6 eurocent/kWh.

Cei = controvalore dell’energia immessa in rete, è pari al prodotto fra i kWh immessi in rete e il prezzo zonale orario (o, ancora una volta al PUN, nel caso di reti non interconnesse). Per informazioni sul prezzo zonale orario, è possibile ancora una volta fare riferimento al glossario del GME sopra linkato, mentre per conoscere i valori del prezzo zonale orario è possibile ricondursi al link che abbiamo riportato più sopra quando abbiamo parlato del ritiro dedicato.

CUsf = è questo il parametro, indicato in centesimi di euro, che ci permette di ottenere un rimborso dei costi di rete più di una parte degli oneri generali di sistema. Il suo valore varia per scaglioni di consumo, viene indicato annualmente dall’AEEGSI, e, per i piccoli utenti domestici, varia dai 5 centesimi di euro/kWh ai 20 centesimi/kWh.

Es = energia scambiata, è il minimo tra l’energia immessa in rete e l’energia prelevata dalla rete.

Nota bene. 

(1) In realtà la formula è un po’ più complicata, ma per evitare l’introduzione di pedici e di altri termini preferiamo spiegare a voce il termine mancante. Si tratta della valorizzazione delle eccedenze. Quando il controvalore dell’energia immessa in rete è superiore all’onere energia prelevata dalla rete, l’eccedenza viene può, a scelta dell’utente, essere posta a credito per l’anno successivo oppure può essere liquidata a fine anno.

(2) Considerato l’importo modesto del PUN e dei prezzi zonali orari rientranti nella formula di calcolo del Cs, è evidente come i risparmi maggiori derivino dall’energia autoconsumata e non scambiata con la rete. Questo verrà chiarito più sotto con un esempio pratico.

Come viene erogato il contributo in conto scambio

Per gli impianti in ambito residenziale, ovvero per gli utenti senza partita IVA per i quali il pagamento non è subordinato all’emissione di una fattura, il Cs viene erogato tramite bonifico con uno o due acconti annui ed un conguaglio di fine anno.

In altre parole, l’utente dello SSP (USSP) continuerà a pagare regolarmente le bollette elettriche e riceverà dei bonifici in conto corrente a remunerazione del contributo in conto scambio.

Le formule per il calcolo dell’importo del/degli acconto/i e del conguaglio annui e le tempistiche per la loro erogazione sono riportati nelle Regole Tecniche pubblicate sul sito del GSE nella pagina dedicata allo scambio sul posto.  Inoltre, uno schema riassuntivo delle tempistiche è riportato alla pagina 11 delle Disposizioni Tecniche di Funzionamento, recuperabili sempre nella stessa pagina del GSE.

Lo schema è molto utile per capire quando si riceveranno i contributi in funzione della data di attivazione dello SSP.

Per quanto riguarda gli acconti, prendiamo a riferimento la formula relativa al primo acconto, nel caso in cui se ne ricevano due:

Cs_I_sem = (P_impianto * h * alpha * Cs_medio)/2 * Ng_attivi_I_sem/Ng_I_sem;

dove

P_impianto = potenza nominale dell’impianto fotovoltaico espressa in Kw_picco;

h = ore, produzione stimata per l’impianto in ore per ogni Kw_picco, pari a 1’100 Kwh al nord, 1’200 kWh al centro, 1’300 kWh al sud;

alpha = fattore avente valore pari a 0,14, che indica in sostanza la quota di autoconsumo media nazionale degli impianti fotovoltaici in esercizio;

Cs_medio = è una media dei contributi in conto scambio erogati dal GSE nell’anno precedente, pesata in funzione dell’energia elettrica scambiata dalla rete da parte degli impianti operanti in regime di SSP;

Ng_attivi_I_sem = numero di giorni nel corso del primo semestre nei quali la convenzione risulta essere attiva;

Ng_I_sem = numero di giorni nel corso del primo semestre per cui la convenzione risulta essere attiva;

Per quanto riguarda gli importi, come vedremo nell’esempio pratico, preme sottolineare che gli acconti hanno un’entità modesta e che gran parte del contributo in conto scambio quindi sarà erogata tramite il conguaglio di fine anno.


Proviamo a fare i calcoli

Proviamo quindi a calcolare dapprima il valore di Cs e, successivamente, proviamo a richiamare il valore degli acconti e dei conguagli ad esso corrispondenti.

Operativamente parlando, il calcolo del contributo in conto scambio viene inviato all’ USSP in occasione del conguaglio. Da qui, è possibile verificare quanta energia sia stata immessa in rete e quanta energia sia stata prelevata dalla rete, nonché la loro valorizzazione economica.

In particolare supponiamo di avere, per un impianto da 3 kWp situato al nord Italia:

– energia prodotta dal fotovoltaico = 3’500 kWh/a;

– energia immessa in rete = 2’500 kWh/a;

– energia prelevata dalla rete e pagata in bolletta = 1’700 kWh/a;

Avremo allora che:

Cs = min [(Oei; Cei)] + CUsf *Es;

Cs = min [(1’700 kWh * 0,05 euro/kWh); (2’500 kWh * 0,05 euro/kWh)] + (0,13 euro/kWh * 1’700 kWh);

Cs = min [(85 euro ; 125 euro)] + 221 euro = 306 euro;

Si hanno inoltre delle eccedenze pari in questo caso a 125 – 85 euro = 40 euro.

E a quanto corrispondono invece gli acconti e i conguagli?

Supponendo di trovarsi nel caso di due acconti ed un conguaglio di fine anno, avremo:

Cs_I_sem = (P_impianto * h * alpha * Cs_medio)/2 * Ng_attivi_I_sem/Ng_I_sem;

Cs = (3 kWp * 1100 kWh/kWp*0,14*0,16 euro/kWh)/2 * 1 = 73,92 euro;

Il calcolo del secondo acconto può seguire la medesima formula oppure basarsi su una diversa, a seconda di quando sia stata attivata la convenzione di SSP da parte dell’utente. In ogni caso, possiamo assumere per semplicità che l’importo del secondo acconto sia analogo a quello del primo.

Avremo allora:

Cs_II_sem = 73,92 euro;

Cs_conguaglio = 158,16 euro;

Risulta quindi evidente come la quota maggioritaria del contributo in conto scambio verrà rilasciata a conguaglio nell’anno successivo a quello di riferimento per l’operatività dell’impianto.

Come attivare il servizio

Spesso il cliente affida la procedura di attivazione del regime di SSP all’azienda che effettua l’installazione dell’impianto. In realtà la cosa non è molto complicata e le istruzioni sono riportate nel sito del GSE nella pagina dedicata allo scambio sul posto.

In pratica il produttore deve presentare, entro 60 giorni dalla data di attivazione dell’impianto, un’apposita richiesta tramite il portale informatico del GSE e quindi stipulare con il GSE stesso un contratto ai fini della regolazione dello scambio. Il portale informatico servirà poi anche per la gestione in itinere di tutti gli aspetti relativi al servizio attivato.