Il Real Life Superhero Barrio. Immagine rilasciata su twitter con licenza CC-BY-NC-SA-2.0

Il Real Life Superhero Barrio. Immagine rilasciata su twitter con licenza CC-BY-NC-SA-2.0

Si fanno chiamare Real Life Superhero RLSH (badate, quando si riporta in italiano un termine inglese, non si mette la “s” del plurale, “es” in questo caso…) e condividono l’impegno di aiutare il prossimo nella vita quotidiana, che si tratti di dar da mangiare agli affamati, confortare gli ammalati, o di pulire il vicinato, per dirne alcune.

Questi supereroi tipicamente aderiscono al progetto Real Life Superhero Project, promosso dall’artista Peter Tangen dal 2010 e iniziato come una mera esposizione fotografica dedicata ai pochi RLSH allora in circolazione, ma che proprio grazie a questa prima esperienza è divenuto un movimento che in poco tempo ha visto aumentare in maniera esponenziale il numero di supereroi in circolazione, portando alla formazione di una vera e propria community, come ci spiega il sito ufficiale del movimento

“Now, what began as a gallery exhibit, has come to serve as the launching pad of something far greater—a living, breathing community that inspires people to become the positive forces for change we all can be. To become more active, more involved, more committed, and perhaps, a little super in the process.”

(http://reallifesuperheroes.com/about/)

Documentandosi in rete si scopre che i supereroi hanno una propria anagrafe, il World Superhero Registry, per essere ammessi alla quale è necessario soddisfare tre criteri minimi:

  • costume. Ciascun superhero deve avere un costume di “sufficiente qualità” atta a dimostrare la cura prestata nella sua realizzazione, segno dell’impegno nella causa. Il costume inoltre non deve servire semplicemente a tutelare la propria identità nei confronti dei malfattori, ma deve essere visto come la manifestazione dell’impegno personale del fare la lotta al crimine una causa non estemporanea;
  • azioni eroiche o heroic deeds. Il supereroe deve agire per il bene dell’umanità, andando oltre semplici azioni della vita quotidiana, pena la mancata iscrizione nel registro;
  • motivazione personale. La ragione per cui si è supereroi deve scaturire prettamente dalla propria persona. Non è possibile agire come volontari o professionisti per conto di un’organizzazione, ancorché umanitaria;

Ad oggi il registro conta 37 RLSH, compresi anche quelli inattivi, ma probabilmente non è perfettamente aggiornato.

E lo sapevate che esistono dei RLSH anche in Italia?

Uno di questi è Darkhood, che è stato intervistato anche da Repubblica.tv. Lui opera a Torino in favore dei senzatetto e degli svantaggiati

http://video.repubblica.it/edizione/torino/torino-un-supereroe-dal-mantello-nero-paladino-dei-senza-fissa-dimora/210472/209620

Beh, che dire, un po’ inconsueta come iniziativa ma sicuramente simpatica e d’effetto!