Tempo fa vi avevamo parlato di reddito di cittadinanza e di reddito minimo garantito.

Non vi avevamo parlato però di una iniziativa molto importante nella direzione dell’istituzione a livello nazionale del reddito minimo, rappresentata dalla misura del reddito di inclusione sociale o REIS, una forma di reddito garantito specificamente pensata per contrastare la povertà assoluta in Italia.

Abbiamo deciso di farlo oggi perché, come segnalatovi qualche giorno fa sulla nostra pagina facebook, giovedì 25 febbraio, presso Palazzo Li Madou della Regione Marche, si è tenuto un seminario informativo sul REIS organizzato dall’Alleanza Contro la Povertà nelle Marche.

L’Alleanza contro la Povertà in Italia è un patto aperto proposto primariamente da ACLI e Caritas, a cui hanno aderito via via nelle regioni diversi soggetti sociali interessati a contrastare la povertà in Italia.

Infatti, come si può leggere sul sito ufficiale della proposta, il REIS è rivolto a “le famiglie in povertà assoluta, che nel  2012 erano il 6.8% dei nuclei in Italia.  Il Reis è destinato ai cittadini di qualsiasi nazionalità, in possesso di un valido titolo di legittimazione alla presenza sul territorio italiano e ivi residenti da almeno 12 mesi. Il principio guida è l’universalismo: una misura per tutte le famiglie in povertà assoluta.

L’importo riconosciuto a tali famiglie è pari alla “differenza tra il reddito familiare e la soglia Istat di povertà assoluta” e prevede, accanto al trasferimento monetario, l’erogazione di servizi. Si tratta di “servizi per l’impiego, contro il disagio psicologico /o sociale, per esigenza di cura e altro”.

Il REIS sarebbe gestito con un approccio cosiddetto di Welfare Mix, ovvero “gestito a livello locale grazie all’impegno condiviso di Comuni, Terzo Settore, servizi per formazione/impiego e altri soggetti.” Per il Comune è previsto il ruolo di regia “e il Terzo Settore co-progetta insieme ad esso, esprimendo le proprie competenze in tutte le fasi dell’intervento.

Per quanto riguarda il lavoro “Tutti i membri della famiglia tra 18 e 65 anni ritenuti abili al lavoro devono attivarsi in tale direzione-Si tratta di cercare un lavoro, dare disponibilità a iniziare un’occupazione offerta dai Centri per l’impiego e a frequentare attività di formazione o riqualificazione professionale.

Come riportato nel comunicato stampa del seminario del 25 febbraio, “Lorenzo Lusignoli, Cisl Nazionale e membro del Gruppo tecnico dell’Alleanza contro la povertà in Italia,” “ha illustrato le misure a contrasto della povertà introdotte dal Governo nella Legge di stabilità 2016. Si tratta del Sostegno per l’inclusione attiva (Sia), introdotto con lo scopo di permettere a tutti l’acquisto di un paniere di beni e di servizi ritenuto decoroso sulla base degli stili di vita prevalenti, a condizione che si possieda specifici requisiti, o l’Assegno di disoccupazione, Asdi riconosciuto a coloro che, dopo aver percepito l’indennità di disoccupazione per la sua intera durata, non hanno trovato un nuovo impiego e si trovano in una condizione di particolare disagio economico. A seguire Simone Breccia, responsabile Welfare della Caritas Marche, ha illustrato le proposte elaborate dall’Alleanza contro la povertà delle Marche volte ad avviare un primo tentativo di applicazione del Reis nella nostra regione. Coinvolgendo 5 Ambiti Territoriali Sociali delle Marche, uno per ogni provincia, e un campione di circa 200 famiglie in tutta la regione, circa 30-40 famiglie per ogni Ambito, le associazioni che oggi aderiscono all’Alleanza contro la povertà marchigiana hanno ipotizzato l’introduzione di misure complementari al Sia, con l’obiettivo di allargare il bacino dei possibili beneficiari degli interventi: dalle famiglie con figli minori e figli disabili attualmente tutelate dal Sia si intende coinvolgere anche altre famiglie sotto la soglia della povertà che rispondono ad altri requisiti come ad esempio famiglie con anziani o con figli non minori. L’investimento proposto alla Regione Marche è di circa un milione di euro per iniziare a dare risposte concrete al grave disagio che colpisce oggi il 3% delle famiglie marchigiane, un disagio che con il perdurare della crisi, tenderà di certo ad aumentare se non verranno presi i dovuti provvedimenti.

Il seminario ha evidenziato anche la disponibilità della Regione al confronto con l’Alleanza, al fine di raggiungere risultati ottimali nel contrasto alla povertà assoluta.