Carta Acquisti, Sostegno per l'Inclusione Attiva, Reddito di Inclusione

Le misure di sostegno al reddito per i più bisognosi

L’Italia non dispone ad oggi di una misura unica di sostegno al reddito volta a eradicare la povertà assoluta, misura che sia annoverabile tra le forme di reddito di cittadinanza e di reddito minimo garantito. A livello europeo, lo stato italiano vanta questo spiacevole primato assieme alle sole Grecia e Bulgaria (si veda al proposito il nostro articolo dedicato al reddito minimo garantito).

Allo stesso tempo, negli ultimi anni sono state sperimentate diverse forme di sostegno al reddito identificabili come esempi di reddito minimo garantito, maqueste dispongono di fondi insufficienti per eliminare totalmente la povertà assoluta. Si tratta in particolare della carta acquisti, del Sostegno per l’Inclusione Attiva e, da ultimo, del Reddito di Inclusione Sociale. Vediamoli meglio di seguito.

 

Carta Acquisti

Esistono due tipi di carta acquisti, dette anche social card. La carta acquisti ordinaria e la carta acquisti sperimentale.

La carta acquisti ordinaria “è una carta di pagamento del valore di 40 euro mensili di cui possono beneficiare le persone che hanno compiuto 65 anni o hanno figli di età inferiore ai 3 anni che si trovano in una situazione economica particolarmente disagiata. È stata introdotta nel 2008 (Decreto Legge n. 112 del 2​​008) per offrire un sostegno alle persone meno abbienti che, a seguito dello straordinario aumento dei prezzi di generi alimentari e bollette energetiche provocato dalla crisi economica, si sono venute a trovare in uno stato di particolare bisogno. Con la Carta si possono effettuare acquisti in tutti i supermercati, negozi alimentari, farmacie e parafarmacie abilitati al circuito Mastercard. Può anche essere utilizzata presso gli uffici postali per pagare le bollette elettriche e del gas e dà diritto a sconti nei negozi convenzionati.​ Completamente gratuita, funziona come una normale carta di pagamento elettronica, del tutto simile a quelle diffuse nel nostro Paese. La differenza è che le spese, anziché essere addebitate al titolare della Carta, sono saldate direttamente dallo Stato.” Inoltre, dall’ “​8 aprile 2014 i benefici previsti dal programma Carta Acquisti sono stati estesi ai cittadini residenti negli Stati membri dell’Unione europea, ​ovvero familiari di cittadini italiani o comunitari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero stranieri in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, ovvero rifugiati politici o titolari di posizione sussidiaria” (carta acquisti sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

La carta acquisti sperimentale è stata introdotta nel 2013 all’avvio della sperimentazione del Sostegno per l’Inclusione Attiva o SIA in 12 Comuni d’Italia con oltre 250’000 abitanti (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Rima, Torino, Venezia e Verona) e, da settembre 2016, è stata estesa a tutta l’Italia (articolo di guidafisco.it). Pertanto, per maggiori informazioni in merito alla carta, si rimanda alle informazioni qui di seguito riportate relative al SIA.

 

Sostegno per l'Inclusione Attiva

Il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) è una misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate, nelle quali siano presenti persone minorenni, figli disabili o una donna in stato di gravidanza accertata; il sussidio è subordinato all’adesione ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa”  (tratto dalla scheda INPS Sostegno per l’Inclusione Attiva). Il sostegno economico è erogato attraverso l’attribuzione di una carta di pagamento elettronica (la carta acquisti sperimentale), utilizzabile per l’acquisto di beni di prima necessità. Infatti, analogamente a quanto previsto per la carta acquisti ordinaria, anche con la carta acquisti sperimentale è possibile acquistare beni di prima necessità in alimentari, supermercati, farmacie e parafarmacie ed è possibile pagare le bollette dell’elettricità e del gas. Il valore della carta può arrivare fino a circa 400 euro mensili per famiglie con cinque o più componenti. Nel 2016, i nuclei famigliari possono accedere al SIA se soddisfano i seguenti requisiti:

  • presenza in famiglia di almeno un componente di minore età oppure di un figlio disabile, oppure di una donna in stato di gravidanza accertata;
  • ISEE inferiore ai 3’000 euro;
  • punteggio pari o superiore a 45 nella valutazione del bisogno famigliare, basata su una scala di valutazione multidimensionale che tiene conto dei carichi famigliari, della situazione economica e della situazione lavorativa;

Inoltre per poter accedere al SIA nessuno dei componenti della famiglia deve già disporre di sussidi di disoccupazione (NASPI, ASDI o altri), la famiglia non deve essere già beneficiaria della carta acquisti sperimentale (che ha preceduto il SIA) e non deve già ricevere trattamenti superiori a 600 euro mensili, non deve aver acquistato un’automobile nuova negli ultimi 12 mesi né deve possedere un’automobile di cilindrata superiore a 1300 cc o un motoveicolo di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati negli ultimi 36 mesi.

In aggiunta, i titolari di altre misure di sostegno al reddito, quale la carta acquisti ordinaria e l’incremento del Bonus Bebé, si vedono dedotto l’importo a disposizione rispetto a quello teorico previsto per la propria famiglia.

Reddito di Inclusione

Il Reddito di Inclusione o ReI è “uno strumento universale ma selettivo, “condizionato alla prova dei mezzi sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) tenendo conto dell’effettivo reddito disponibile e di indicatori della capacità di spesa, nonché all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà”. I limiti Isee sono stati fissati a 6.000 euro, con un valore del patrimonio immoblliare, diverso dall’abitazione di residenza, non superiore a 20mila euro. Sarà rivolto sia a cittadini italiani sia stranieri, ma viene fissato un periodo minimo di residenza nel territorio nazionale per avere diritto al beneficio. In sostanza, per usufruirne occorrerà essere al di sotto di un certo livello di reddito secondo i parametri Isee, essere residenti in Italia da almeno 2 anni ed essere disponibili a seguire programmi di inserimento lavorativo per evitare che gli assistiti rimangano intrappolati in una condizione di bisogno. Il Rei, all’interno dei parametri Isee fissati, è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, mentre non è possibile ricevere contemporaneamente la Naspi o altre forme di ammortizzatori sociali per la disoccupazione. L’obiettivo è quello di raggiungere le persone in povertà assoluta, che l’Istat calcola in 4,6 milioni, circa 1,6 milioni di famiglie nel suo ultimo rapporto ma le risorse stanziate non bastano certamente. La stessa legge delega prevede dunque di dare priorità ad alcuni soggetti: “nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza accertata o con persone di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione”. La prima reale ipotesi è perciò quella di raggiungere con il beneficio circa 600mila famiglie, fino a 1,8 milioni di persone, ha assicurato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. In particolare 500mila minori, cioè la metà del milione di bambini che versa in condizioni di assoluta miseria. Il contributo monetario, erogato su dodici mensilità, andrà da circa 190 euro per una persona singola a un massimo di 485 euro mensili per un nucleo familiare di 5 o più componenti. Per l’erogazione verrà utilizzata una carta di credito, con la quale sarà possibile prelevare anche contanti fino alla metà dell’importo del ReI e darà diritto a uno sconto del 5% nei negozi convenzionati.