Il Sistema Edificio Impianto

Conosciamo come si descrive l'efficienza energetica degli edifici
 

In questa pagina trovate le informazioni relative al sistema edificio impianto e a come si descrive e si calcola l’efficienza energetica di una abitazione.

Impostiamo questo approfondimento sotto forma di domande e risposte, in modo molto simile a delle FAQ. Se avete altre curiosità o avete altre osservazioni da farci in merito a questo argomento, potete mandare una mail a [email protected]. In questo modo potremo aggiornare questa pagina con gli spunti ulteriori emersi grazie a voi!

DOMANDE E RISPOSTE
Che cos'è il sistema edificio impianto?

In modo molto semplice possiamo definire il sistema edificio impianto come l’unità immobiliare da noi utilizzata, insieme agli impianti tecnologici di cui è dotata, che ci mettono a disposizione i servizi energetici di cui abbiamo bisogno. Per servizi energetici facciamo riferimento in particolare ai servizi di climatizzazione invernale e di produzione di acqua calda sanitaria e, se presenti, anche a quelli di climatizzazione estiva e di ventilazione.

Conoscere il sistema edificio impianto e in particolare il suo rendimento energetico è importante perché ci permette di ottimizzare i consumi energetici di casa.

Quindi il sistema edificio impianto è composto dall’edificio e dai suoi impianti tecnologici. Per maggiore precisione qui di seguito riportiamo le definizioni di legge ad essi relativi, che sono appunto la definizione di “edificio” e la definizione di “sistema tecnico per l’edilizia”. Le definizioni di legge sono contenute nel D. Lgs. 192/05, “attuazione della Direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia”.

Edificio. L’articolo 2, comma 1, lettera a) del D. Lgs. 192/05 stabilisce che “edificio è un sistema costituito dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno; la superficie esterna che delimita un edificio può confinare con tutto o alcuni di questi elementi: l’ambiente esterno, il terreno, altri edifici; il termine può riferirsi ad un intero edificio ovvero a parti di edificio progettate per essere utilizzate come unità immobiliari a sé stanti.

Sistema tecnico per l’edilizia. Lo stesso articolo 2, al comma 1, lettera l-vicies sexies) definisce “sistema tecnico, per l’edilizia” come un “impianto tecnologico dedicato a un servizio energetico o a una combinazione dei servizi energetici o ad assolvere a una o più funzioni connesse con i servizi energetici dell’edificio. Un sistema tecnico è suddiviso in più sottosistemi”.

Perché è importante conoscere l'efficienza energetica del nostro edificio?

A nostro avviso le ragioni principali per cui è importante conoscere l’efficienza dell’ edificio in cui abitiamo sono le seguenti:

1. conoscere l’efficienza del nostro edificio ci permette di capire da quali fattori dipendano i nostri consumi di casa e ci permette di valutare degli interventi migliorativi per ridurre il consumo di energia e quindi le spese in bolletta;

2. un edificio con un’alta efficienza energetica ha un valore di mercato maggiore, sia nelle compravendite che negli affitti. Un edificio con bassa efficienza energetica può essere oggetto di interventi migliorativi anche per aumentare il proprio valore;

3. avere un edificio ad alta efficienza energetica dimostra il nostro impegno alla mitigazione dei cambiamenti climatici dovuti all’aumento dell’effetto serra. A livello europeo infatti gli edifici (settore residenziale e terziario) sono responsabili del 40% di consumo di energia e del 36% di emissioni di CO2. Al proposito, mentre i nuovi edifici hanno bisogno di un equivalente in litri di gasolio che va da poco meno di 3 a 5 litri per metro quadro all’anno, altri edifici consumano in media circa 25 litri di gasolio, alcuni addirittura ne richiedono 60!

Attualmente, circa il 35% degli edifici nell’Unione Europea ha più di 50 anni. Migliorando l’efficienza energetica degli edifici, potremmo ridurre il consumo totale di energia del 5-6% e potremmo abbassare le emissioni di CO2 del 5% (fonte del Dipartimento dell’Energia della Commissione Europea https://ec.europa.eu/energy/en/topics/energy-efficiency/buildings).

Come si descrive l'efficienza energetica di un edificio?

In un sistema edificio-impianto sono diverse le fonti di calore, così come sono diverse le modalità di dispersione del calore verso l’esterno. Il compito dei consulenti energetici è proprio quello di stabilire e calcolare, caso per caso, il bilancio energetico dell’unità immobiliare in esame. Il disegno riportato qui di seguito mostra un esempio di bilancio energetico prendendo in considerazione delle tipiche sorgenti di calore e delle tipiche modalità di dispersione del calore medesimo verso l’esterno.

 

Ma come possiamo descrivere l’efficienza energetica del nostro edificio? Esistono diversi modi per esprimere l’efficienza energetica di un edificio.

1. Indice di prestazione energetica globale non rinnovabile o EPgl,nren. L’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile indica quanta energia dobbiamo consumare per metro quadro di abitazione, al fine di soddisfare i fabbisogni domestici per il riscaldamento dell’ambiente e dell’acqua calda sanitaria e, qualora presenti, per il raffrescamento estivo e per la ventilazione degli ambienti. Questo valore è espresso come consumo in kWh/m2 di superficie dell’abitazione.

Per maggiori informazioni, vedi la domanda “che cos’è l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile EPgl,nren?”.

2. La classe di efficienza energetica. Un altro modo molto utilizzato di indicare l’efficienza energetica dell’edificio è quello della classe di efficienza energetica. In Italia esistono 10 classi di efficienza energetica, che vanno dalla A4 alla G, dove la prima indica le abitazioni con una efficienza energetica più elevata e dei consumi più bassi, mentre la seconda indica le abitazioni con una efficienza energetica più bassa e dei consumi più elevati. La classe di efficienza energetica dipende sostanzialmente da tre fattori. Tra questi, abbiamo innanzitutto sempre l’indice di efficienza energetica. Gli altri due fattori sono poi i cosiddetti gradi giorno e il rapporto S/V, talvolta detto anche rapporto di forma. Per maggiori informazioni sulle classi di efficienza energetica, sui gradi giorno e sul rapporto S/V, vedi la domanda “come si leggono le classi di efficienza energetica e in cosa differiscono dall’indice di prestazione energetica?”.

3. L’Attestato di Prestazione Energetica o APE. Il terzo modo più completo con il quale possiamo indicare la prestazione energetica della nostra abitazione e che reca inoltre altre informazioni relative agli interventi realizzabili per migliorare maggiormente le stesse prestazioni è l’Attestato di Prestazione di Energetica o APE. Per maggiori informazioni sull’APE, vedi la domanda “che cos’è l’APE e quando è necessario realizzarlo?”.

Che cos'è l'indice di prestazione energetica globale non rinnovabile EPgl,nren?

Come abbiamo visto nella domanda “Come si descrive l’efficienza energetica di un edificio?” l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile o EPgl,nren di un edificio indica quanta energia dobbiamo consumare per metro quadro di abitazione, al fine di soddisfare i fabbisogni domestici per il riscaldamento dell’ambiente e dell’acqua calda sanitaria e, qualora presenti, per il raffrescamento estivo e per la ventilazione degli ambienti. Per le abitazioni residenziali viene indicato come consumo annuo in kWh/m2.

Si tratta del dato più sintetico e più significativo, tenuto conto anche che è l’unico richiesto negli annunci immobiliari, mentre l’Attestato di Prestazione Energetica, di cui parliamo nelle domande successive, è richiesto in tutti gli altri casi (compravendite, contratti di locazione, donazioni, nuovi edifici e ristrutturazioni importanti).

L’indice può valere poche decine di kWh/m2 all’anno per gli edifici più efficienti, ma può arrivare anche ad avere un valore di 200 – 300 kWh/m2 all’anno per gli edifici meno efficienti che hanno consumi di energia più elevati.

Quando dobbiamo valutare la prestazione energetica di un edificio esistente (e quindi non da progettare e costruire), l’indice di prestazione energetica viene calcolato da professionisti abilitati recuperando innanzitutto i dati sulle caratteristiche termiche dell’edificio e dei suoi impianti (resistività termica delle pareti, del pavimento e del soffitto dell’edificio, efficienza termica della caldaia e dell’impianto di riscaldamento, etc), effettuando un sopralluogo dotati di strumentazione di misura e di diagnosi apposita. I dati che non si riescono a misurare durante il sopralluogo possono essere recuperati per analogia con quelli relativi ad altre abitazioni già analizzate. Inoltre, nei calcoli del fabbisogno energetico si tiene conto di condizioni climatiche e di irraggiamento solare indicati dalle norme tecniche di settore.

I riferimenti normativi per l’efficienza energetica in ambito residenziale sono la raccomandazione CTI 14/2013 “prestazioni energetiche degli edifici – determinazione dell’energia primaria e della prestazione EP per la classificazione dell’edificio”, le sei norme tecniche UNI TS 11300 e le norme tecniche 10349 – 1, 2 e 3. Per le altre norme tecniche utilizzate, si rimanda all’allegato 2 del decreto interministeriale del 26 giugno 2015, recante “Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici”.

L’energia descritta dall’indice è definita primaria non rinnovabile: primaria, perché è quella che ci serve per soddisfare i fabbisogni sopra indicati in funzione delle caratteristiche dell’involucro edilizio e dell’efficienza del sistema impiantistico. Ad esempio, se per soddisfare i fabbisogni di energia sopra indicati avessi bisogno di una quantità di energia pari a 100 (dato del tutto indicativo usato per semplicità di calcolo) e se l’efficienza del mio sistema impiantistico fosse dell’85%, avremmo che il fabbisogno di energia primaria sarebbe 100/0,85 = 117,65. Inoltre, viene detta non rinnovabile perché in questo indicatore non si tiene conto della eventuale energia rinnovabile elettrica o termica eventualmente prodotta dai nostri impianti di casa (es. fotovoltaico, solare termico, pompa di calore…).

Come si leggono le classi di efficienza energetica e in cosa differiscono dall'indice di prestazione energetica?

Come già indicato nella domanda “Come si descrive l’efficienza energetica di un edificio?”, la classe di efficienza energetica di un edificio è uno dei modi con cui è possibile indicare l’efficienza energetica del nostro edificio.

Le classi energetiche sono dieci e vanno dalla A4 alla G, dove la A4 è la classe più efficiente mentre la G è la meno efficiente. Le classi sono definite a partire da un indice di prestazione energetica globale non rinnovabile standard relativo ad un edificio preso come riferimento, a cui è associata la classe di efficienza energetica A1. Alle altre classi poi corrisponde un intervallo di valori ammissibili per l’indice di prestazione energetica rispetto a quello di riferimento, tranne che per le classi A4 e G, che hanno rispettivamente solo un valore limite inferiore e un limite superiore per detto indice. La differenza rispetto all’indice di prestazione energetica è che le classi di efficienza energetica dipendono poi anche da altri due parametri, che descriveremo meglio qui di seguito.

Prima di fare ciò, riprendiamo in considerazione l’edificio di riferimento. Questo è definito all’interno del decreto interministeriale del 26 giugno 2015, anche noto come decreto requisiti minimi, mentre i valori ammissibili per l’indice di prestazione energetica globale per le diverse classi energetiche sono definiti nella tabella 2 del capitolo 5.1 dell’Allegato 1 al decreto 26 giugno 2015 recante le Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici.

In particolare, questi valori sono indicati come frazioni inferiori o superiori all’unità rispetto all’indice di prestazione energetica dell’edificio di riferimento, che, come già indicato, rientra nella classe A1:

Il valore dell’indice di prestazione energetica dell’edificio di riferimento dipende poi anche dai gradi giorno e dal rapporto S/V dell’abitazione, che sono le altre due grandezze da cui dipende quindi la classe di efficienza energetica. Ne consegue che noi possiamo confrontare le classi di efficienza energetica di due abitazioni solo se queste hanno valori molto simili per i gradi giorno (ad esempio, se si trovano nella stessa città, oppure in città appartenenti alla stessa zona climatica) e per il rapporto S/V (se hanno forme molto simili). Si tenga conto che negli annunci immobiliari è obbligatorio indicare l’EPgl,nren, talvolta chiamato impropriamente anche IPE, mentre non è richiesto necessariamente che si indichi anche la classe di efficienza energetica.

Questa scelta operata a livello nazionale per l’identificazione delle classi energetiche degli edifici fa si che è possibile trovare due abitazioni che hanno la stessa classe di efficienza energetica, ad esempio la A, ma che avendo valori diversi dei gradi giorno e del rapporto S/V, in realtà hanno un indice di prestazione energetica globale non rinnovabile ben diverso l’una dall’altra, ovverosia è possibile che abbiano un fabbisogno energetico, in primis per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria, ben diverso l’una dall’altra.

Ad esempio, una casa a Palermo potrà ottenere la stessa classe di efficienza energetica di una casa situata a Bolzano, dove per la prima saranno sufficienti finestre a vetro singolo e pareti non coibentate, mentre per la seconda saranno necessari finestre con doppi vetri, pareti coibentate e pannelli solari termici.

I gradi giorno. La definizione di gradi giorno è contenuta all’art. 1, comma 1, lett. z) del D.P.R. 412/93, in base al quale si intende “per gradi giorno di una località, la somma, estesa a tutti i giorni di un periodo convenzionale annuale di riscaldamento, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperatura dell’ambiente (di casa, nda), convenzionalmente fissata a 20° C, e la temperatura media esterna giornaliera. L’unità di misura utilizzata è il grado-giorno (GG)”.
In base al valore dei gradi giorno, i comuni italiani sono associati a differenti zone climatiche, che vanno dalla A alla F, meglio descritte dalla seguente tabella, elaborata sulla base dei valori limite di gradi giorno indicati all’art. 2, comma 1, del D.P.R. 412/93:

Zona climatica

A

B

C

D

E

F

fino a 600 GG

da 601 GG

a 900 GG

da 901 GG

a 1400 GG

da 1401 GG

a 2100 GG

da 2101 GG

a 3000 GG

oltre 3000 GG

Il rapporto S/V. Il rapporto S/V invece è un indice che descrive quanto sia compatto un edificio. In particolare, un basso rapporto di forma indica un edificio compatto, mentre un alto rapporto di forma rappresenta un edificio poco compatto, ovverosia con numerose superfici di scambio con l’esterno o con ambienti di casa non riscaldati. Indicativamente, un edificio a forma di cubo ha un rapporto di forma inferiore rispetto ad un edificio a forma di parallelepipedo, che a sua volta ha un rapporto di forma inferiore rispetto ad un edificio di forma irregolare dotato di molteplici protuberanze e rientranze, pensate per fini per lo più estetici, ma con scarso valore di tipo strutturale e controproducenti dal punto di vista energetico.

Che cos'è l'Attestato di Prestazione Energetica (APE)?

L’Attestato di Prestazione Energetica o APE è un documento che descrive in maniera sintetica ed esaustiva le caratteristiche energetiche di un edificio, di una abitazione o di un appartamento. Contiene al suo interno anche le informazioni relative all’indice di prestazione energetica e alla classe di efficienza energetica, e, oltre ad esse, contiene molte altre informazioni, come chiarito dall’esempio di APE riportato in fondo a questo box.

Per gli edifici privati, l’APE è richiesto nei seguenti casi: compravendita, donazione, affitto di edifici o di singole unità immobiliari, e, infine, edifici di nuova costruzione e ristrutturazione importante quando i lavori insistono su oltre il 25% della superficie dell’involucro (pareti e tetti) dell’intero edificio.

L’APE è redatto da un professionista accreditato chiamato certificatore energetico. Questi tipicamente è un architetto, un ingegnere o un geometra, che, ai fini della preparazione del documento, recupera i dati catastali ed effettua un sopralluogo nell’immobile considerato, per analizzare le caratteristiche dell’edificio. In particolare, con l’aiuto di un software apposito, il certificatore valuta le caratteristiche delle murature e degli infissi, le caratteristiche geometriche dell’immobile, gli impianti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria, e, se presenti, quelli per la climatizzazione estiva e per la ventilazione meccanica controllata, inclusi eventuali sistemi di produzione di energia rinnovabile. Grazie al software, il certificatore effettua i calcoli, compila il documento e lo rilascia al proprietario dell’immobile che lo deve conservare assieme al libretto della caldaia.

Esempio di Attestato di Prestazione Energetica