L’immagine di copertina dell’articolo è intitolata “Cooking with biogas stove”, è tratta da flickr ed è rilasciata con licenza CC BY 2.0.

Oggi vi vogliamo condividere un webinar (seminario online) dedicato a due studi scientifici che hanno verificato quelle che sono le emissioni di inquinanti (polveri sottili, nerofumo e altri gas serra) delle cucine domestiche a biomasse, biogas, gpl e carbone.

Gli studi sono stati commissionati dalla Clean Cooking Alliance, sono stati finanziati dalla Climate and Clean Air Coalition e sono stati realizzati in Nepal e in Ruanda. Il video riporta all’inizio una introduzione da parte della Climate and Clean Air Coalition, dove tra le altre cose si ricorda come al mondo tuttora circa 3 miliardi di persone cucinano utilizzando fuochi aperti o fornelli a bassa efficienza. Nell’introduzione si descrivono anche gli Short-Lived Climate Pollutant, di cui abbiamo già parlato in un nostro precedente articolo e che contribuiscono all’aumento dell’effetto serra. La combustione incompleta della biomassa e dei combustibili fossili utilizzati per cucinare a livello domestico nei Paesi in via di sviluppo, comporta delle elevate emissioni di inquinanti (in particolare di nerofumo), che sono dannose per la salute e contribuiscono ai cambiamenti climatici. Addirittura, come già abbiamo evidenziato nel nostro precedente articolo, il 25% delle emissioni mondiali di nerofumo proviene dalle abitazioni. Gli studi condotti in Nepal e Ruanda hanno cercato quindi di determinare quali riduzioni nelle emissioni di inquinanti si possano ottenere grazie alla cucina con fornelli a biogas, a gpl o a biomasse ad alta efficienza.

In particolare, lo studio condotto in Nepal dalla Mountain Air Engineering (in collaborazione con diverse università ed istituti) ha portato alla misurazione delle emissioni di inquinanti (nerofumo misurato come carbonio elementare, carbonio organico, PM 2.5, monossido di carbonio) dei fornelli a biogas, a gpl e a legna, evidenziando gli enormi benefici ottenibili grazie alle prime due soluzioni.

Il secondo studio, condotto in Ruanda dalla North Carolina State University in collaborazione con l’impresa sociale ruandese Inyenyeri, ha invece misurato in condizioni reali di utilizzo (e quindi non in laboratorio), le emissioni di un fornello ad alta efficienza alimentato a pellet (il modello si chiama Mimi Moto), di una cucina tradizionale con biomasse alimentate a fiamma su tre pietre e di una cucina a carbone. In particolare le emissioni misurate erano le PM 2.5, il monossido di carbonio e il carbonio elementare. Dallo studio è emerso che i fornelli a pellet risultano molto meno inquinanti nel 90% dei casi, con la possibilità tuttavia che le loro prestazioni siano molto basse (10% dei casi sperimentali) se alimentati con pellet troppo umido o se i fornelli devono essere sottoposti a manutenzione.

Il webinar è proseguito con la valutazione, da parte della Clean Cooking Alliance, dei benefici apportati dagli studi e dei fattori importanti da considerare per favorire una diffusione di cucine più efficienti e dal minor impatto sull’ambiente e sulla salute degli utilizzatori. Per finire poi si è lasciato spazio alle domande da parte di coloro che avevano seguito il webinar.

Per maggiori informazioni, vi invitiamo a vedere il webinar che vi riportiamo qui di seguito.