Si chiama Monica Saba, gestisce dal 2001 un’azienda zootecnica assieme al marito tra le montagne di Arbus

Monica Saba, allevatrice sada e designer sostenibile di formaggi. Fonte immagine ladonnasarda.it.

Monica Saba, allevatrice sarda e designer sostenibile di formaggi. Fonte immagine ladonnasarda.it.

adottando le più svariate tecniche sostenibili.

Le sue capre e pecore pascolano allo stato brado tra i trecento ettari di proprietà, trasforma tutto il latte del gregge in formaggio, seguendo la tradizione di famiglia, ma innovando il sistema di cottura attraverso il ricorso ai forni solari.

Grazie ad essi, riesce infatti a raggiungere la temperatura di 70 °C necessaria per l’abbattimento della carica batterica e per la pastorizzazione del latte. Successivamente, lascia raffreddare il tutto inserendovi poi il caglio e il cardo vegetale. I suoi formaggi sono realizzati nelle più diverse varianti. I tomini, ad esempio, sono profumati di elicriso, cicoria, malva, mirto, rosmarino.

Ma recupera anche rimanenze e scarti aziendali con cui realizzare i propri formaggi. Tra questi, la sansa di oliva, il mosto in eccedenza dalla vendemmia, gli scarti del birrificio e quelli di cera d’api del mielificio.

Inoltre, collaborando con partner quali Edilana e Casa Verde CO2.0, è diventata Food Cheese Designer specializzata nella lavorazione di lane di pecora come packaging, decorazioni e incisioni dei formaggi.

In aggiunta, è presidente del consorzio turistico Ciao ed è vice coordinatrice regionale della Coldiretti e siede nel Direttivo di Casa Verde CO2.0, uno dei poli produttivi della bioedilizia più importanti d’Italia.

Coltiva però sempre nuove passioni, quale l’ecoprint: «Sciarpe bellissime, di seta, tinte con disegni e pitture creati con i vegetali inseriti nella stoffa, quasi una sorta di calco che si imprime sul tessuto. Perché faccio tutto questo? È arrivato il momento di riprendere coscienza e dare valore a quello che noi siamo capaci di fare. Dobbiamo reinventarci in un periodo di crisi che noi stessi abbiamo voluto. Ho voluto reagire in un mercato dove le regole le dettano i grandi industriali, ho messo in atto il mio sapere, le mie competenze, il mio coraggio. La Sardegna ha un patrimonio immenso, i nostri avi ci hanno trasmesso conoscenze preziose e dobbiamo tornare alle origini per stare meglio».

Fonte della notizia, http://www.ladonnasarda.it/magazine/donne-semplici/5445/monica-saba-la-cucina-solare-ai-tempi-della-crisi.html.