I Corpi Scaldanti

Descrizione dei principali terminali utilizzati per riscaldare le abitazioni

I corpi scaldanti in un’abitazione

I corpi scaldanti o terminali rappresentano gli elementi che distribuiscono agli ambienti il calore prodotto nel generatore e trasportato lungo la rete di distribuzione.

I corpi scaldanti comprendono i radiatori o termosifoni (in ghisa, in alluminio o in acciaio), i pannelli radianti (a pavimento, a parete o a soffitto), i ventilconvettori e i termoconvettori.

 

I radiatori

I radiatori si possono distinguere in base al materiale di costruzione in radiatori in ghisa, radiatori in acciaio e radiatori in alluminio.

I radiatori in ghisa sono tipicamente molto pesanti e hanno una elevata inerzia termica, il che significa che hanno bisogno di molto tempo prima di raggiungere la temperatura prevista per il riscaldamento ottimale degli ambienti. Allo stesso tempo, l’elevata inerzia termica permette di mantenere la temperatura più a lungo dopo lo spegnimento dell’impianto. Questi termosifoni erano ampiamente utilizzati nelle abitazioni italiane fino 20-30 anni fa, quando venivano fatti lavorare a temperature di 70° C- 75° C. In ogni caso, qualora in una abitazione la superficie dei termosifoni sia sufficientemente grande e l’isolamento sia sufficientemente elevato, è possibile fare lavorare questi radiatori anche a temperature più basse.

I radiatori in acciaio hanno corpi scaldanti più leggeri ed economici di quelli in ghisa e quindi hanno una inerzia termica più bassa, che comunque è sempre più elevata rispetto all’inerzia di quelli in alluminio. In genere non sono modulari perché sono costituiti da elementi saldati tra loro. Inoltre tendono ad avere una vita media più breve dei radiatori in ghisa perché sono soggetti a problemi di corrosione.

I radiatori in alluminio sono anch’essi leggeri e a bassa inerzia termica, generalmente hanno un costo non elevato e sono resistenti alla corrosione. Inoltre sono modulari, pertanto possono essere assemblati in numero dipendente dalla potenza termica da fornire all’ambiente.

I pannelli radianti

I pannelli radianti possono essere distinti in pannelli radianti a pavimento, pannelli radianti a parete e pannelli radianti a soffitto.

I pannelli radianti a pavimento sono formati da una serpentina di tubi che è immersa nella soletta di calcestruzzo posta sotto il pavimento, con il vantaggio di non occupare spazio nella stanza. I tubi sono coperti nella parte posteriore da uno strato di materiale isolante che limita le dissipazioni termiche verso il basso. Grazie all’ampia superficie di scambio termico, possono lavorare con temperature del fluido termovettore relativamente basse, in genere comprese fra i 35° C e i 45° C. I tubi possono essere in rame, acciaio, polietilene reticolato o polipropilene. Hanno una inerzia termica molto elevata, perché devono riscaldare il pavimento prima di poter trasferire il calore alle stanze. I tubi possono essere disposti a chiocciola o a spirale. La seconda soluzione permette una maggiore uniformità della temperatura superficiale perché ad ogni tratto del tubo di mandata è sempre accoppiato un tubo di ritorno.

I pannelli radianti a parete sono simili ai pannelli radianti a pavimento, ma a differenza di questi presentano una inerzia termica più bassa, dato che le pareti delle stanze tipicamente hanno uno spessore e una inerzia termica inferiore rispetto al pavimento. Hanno però lo svantaggio di ridurre lo spazio delle stanze, dal momento che non sono immersi nelle pareti, ma sono appoggiati ad esse con l’aggiunta di un apposito spessore. Inoltre la loro presenza limita la possibilità di disporre mobili lungo le pareti stesse, poiché impedirebbero al calore di entrare nella stanza e richiedono una particolare cura nel momento in cui vengono praticati fori o fissati dei chiodi, per evitare di danneggiare le tubazioni. Da ultimo, la loro installazione in corrispondenza di pareti che danno verso l’esterno comporta la necessità di aggiungere un isolamento, qualora non presente, in modo da evitare che il calore venga dissipato eccessivamente fuori dalla casa.

I pannelli radianti a soffitto hanno il vantaggio di presentare una bassa inerzia termica e un’ampia superficie di scambio termico. Inoltre, comportando un abbassamento del soffitto, permettono di ridurre il volume della stanza contribuendo a ridurre i consumi per il riscaldamento. In genere richiedono una apposita impalcatura di sostegno.

I ventilconvettori e i termoconvettori

I ventilconvettori sono dei mobiletti metallici dotati di una apertura inferiore e di una superiore e contenenti una “batteria di scambio termico” che riceve il fluido termovettore proveniente dal circuito di riscaldamento e ne trasferisce il calore nella stanza grazie all’azione di un ventilatore che riscalda l’aria facendola passare nella batteria di scambio termico. L’aria può essere prelevata dalla stanza medesima, oppure può provenire dall’esterno. Presentano anch’essi una inerzia termica molto bassa, la loro potenza di lavoro può essere regolata e sono dotati di filtri per l’abbattimento delle polveri e dei batteri. Tuttavia in genere richiedono più manutenzione e hanno una durata inferiore. Lavorano con una temperatura media compresa fra 40° C e 60° C, il che favorisce una minore dissipazione del calore lungo il circuito di riscaldamento.

Per finire, i termoconvettori funzionano in modo simile ai ventilconvettori, ma, a differenza di questi, non fanno circolare l’aria per mezzo di un ventilatore. Ricorrono infatti alla semplice convezione naturale dell’aria che si genera per via delle differenze di temperatura fra l’aria più fredda in entrata e l’aria più calda in uscita dagli stessi termoconvettori.

I corpi scaldanti e le caldaie a condensazione

Il tipo di corpi scaldanti di cui disponiamo, la loro inerzia termica e la potenza che esprimono incidono sull’efficienza energetica delle caldaie a condensazione, perché determinano la temperatura di ritorno del fluido termovettore proveniente dal circuito di riscaldamento.

Per maggiori informazioni al riguardo, potete leggere le domande 3 e 4 delle faq sulle caldaie a condensazione.