A UN ANNO DALLA NASCITA…

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Immagine tratta da pixabay

In qualità di presidente delle Sentinelle dell’Energia – SELENE – associazione di promozione sociale, ho sentito il dovere di pubblicare questo articolo in occasione del 1° compleanno dell’associazione, visto che non sono riuscito a promuovere una qualsiasi altra iniziativa per festeggiare l’evento.

E lo pubblico senza averlo sottoposto al vaglio del Direttivo, una cosa se vogliamo abominevole ma lecita, nella misura in cui io mi renda disponibile a cancellarlo immediatamente se gli altri membri del Direttivo, dopo averlo letto, ravvisassero che le mie considerazioni sono lungi dal rappresentare la filosofia di pensiero e le linee d’azione delle Sentinelle dell’Energia.

L’articolo è forse un po’ lungo, ma lo potrete leggere in più momenti; è forse un po’ arzigogolato in alcuni tratti, che richiederanno una maggiore concentrazione, ma è ben più scorrevole e colloquiale nella maggior parte del testo, in modo che tutti possano comprendere i messaggi che si vogliono mandare. L’articolo infatti è rivolto non solo a noi poveracci 13 associati, ma a tutte le persone, nella misura in cui, in qualità di associazione di promozione sociale, le Sentinelle dell’Energia perseguono finalità di utilità sociale, impegnandosi nella valorizzazione e tutela della natura e dell’ambiente, coniugandola il più possibile con la “sostenibilità sociale” (che potremmo ricondurre al concetto non banale di equità sociale), attraverso attività che vadano a beneficio dei soci e della collettività (come previsto dalla L. 383/2000 sulle associazioni di promozione sociale). In alcuni tratti, specie rivolgendomi ai giovani, mi azzarderò a fare osservazioni che esulano un po’ dai confini d’azione dell’associazione.

Per finire, mi permetterò in qualche punto di citare alcuni passaggi di un libro che sto leggendo in questo momento e che trovo molto stimolante e propositivo, intitolato “La Felicità al Potere” di José Pepe Mujica, a cura di Cristina Guarnieri e Massimo Sgroi.

 

UN INFANTE, PAPA’ E MAMMA E LE SUE BALIE

Le Sentinelle dell’Energia sono un’associazione giovanissima, quindi per molti versi inesperta e incapace fino ad ora di incidere molto nella comunità del territorio con il quale vuole relazionarsi.

Le Sentinelle dell’Energia sono un’associazione apartitica che ha sempre rivendicato la propria autonomia operativa rispetto alle forze politiche ed economiche operanti nel territorio: i suoi associati portano avanti le attività nel rispetto dei principi statutari, promuovendo la transizione energetica verso un’economia votata alla sostenibilità sociale, economica e ambientale, a beneficio degli associati stessi e della collettività.

E’ pur vero che l’associazione non nasce per caso, ma è grazie ai suoi “genitori” che questa ha visto i natali. Da presidente e socio fondatore, posso infatti ben dire che senza il grandissimo contributo del Circolo Locale di Legambiente Pesaro e del suo presidente Enzo Frulla, di tutti i soci del Circolo e dell’associazione regionale di Legambiente Marche onlus, non sarebbe nato in me lo slancio propositivo verso questa avventura, finora portatrice più di sacrifici che di risultati tangibili e visibili. Grazie al papà Legambiente e all’atteggiamento propositivo dei suoi soci, ho nutrito la mia passione per la natura e le energie rinnovabili, che, come tutte le passioni, devono essere continuamente alimentate per evitare che vegetino senza dare frutto. Ma c’è anche la mamma, che è il Comune di Pesaro, o meglio lo straordinario ambiente del Servizio Qualità Ambiente e dell’Ufficio Energia, senza i quali non avrei potuto constatare quante innumerevoli cose si possano fare nel nostro territorio per promuovere le energie rinnovabili, l’efficienza energetica e il risparmio energetico. Basta andarsi a legge il SEAP (Sustainable Energy Action Plan) del Comune di Pesaro e le azioni che intende intraprendere da qui al 2020. Ogni volta che ci penso rabbrividisco!

Chi sono invece le sue balie? Le sue balie sono tutte quelle figure provenienti dal mondo pubblico, privato e della società civile, che con la loro esperienza e testimonianza mostrano all’associazione le diverse strade con cui è possibile affrontare la sfida della “transizione energetica sostenibile” che l’associazione si è posta. Si citano, senza la pretesa di completezza, gli influssi di realtà come La Lupus in Fabula, il Movimento locale per la Decrescita Felice, i Gruppi di Acquisto Solidale, gli uffici e i servizi di Comune e Provincia impegnati nel campo ambientale, energetico e dei finanziamenti europei, come, più di recente, l’associazione Vicolocorto e la prospettiva di allargare gli orizzonti dell’associazione al panorama europeo e internazionale, ambendo nel lungo periodo alla condivisione delle proprie esperienze e conoscenze con progetti di mobilità giovanile e con progetti di cooperazione internazionale, che, andando a vedere lo Statuto, non esulano dalle finalità associative, benché non ne costituiscano l’elemento centrale.

L’associazione è però un bambino un po’ particolare, è piccola ma già si permette il lusso di camminare autonomamente, concedendosi di incedere lentamente e con qualche inciampo, accettando sì il sostegno dei genitori e delle sue balie, ma preferendo distanziarsi in parte da essi qualche volta piuttosto che incorrere negli errori che anche i più grandi, inevitabilmente, commettono.

 

UNA VISION PER UN’ASSOCIAZIONE

Lo Statuto dell’associazione, all’articolo 2, comma 3, così recita: “L’obiettivo primario è quello di portare ad una completa riconversione del sistema energetico della società, in primis nel territorio della Provincia di Pesaro e Urbino, collaborando contestualmente con altri enti e organizzazioni per promuoverne la diffusione anche al di fuori del territorio provinciale.”

Al proposito, sempre all’articolo 2, ma al comma 2, viene specificato:

“Attualmente, i paesi più sviluppati, si stanno adoperando per reindirizzare l’impostazione ormai anacronistica di un sistema economico fondato sulle risorse fossili esauribili reindirizzandolo verso un sistema che promuova l’uso delle fonti rinnovabili, il ricorso all’efficienza e al risparmio.

Risulta fondamentale allora attivarsi per contribuire a vincere l’inerzia opposta dal vecchio sistema economico, senza trascurare che non è solo importante l’obiettivo prefissato, ma che lo sono anche le modalità con le quali si intende conseguirlo. Queste devono essere improntate sui principi della sostenibilità ambientale, dell’equità sociale e della condivisione.”

Tutto quanto sopra riportato potrebbe essere ricondotto più sinteticamente all’espressione “transizione energetica della società verso un’economia a basse emissioni di carbonio, sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale”, che potrebbe essere definita come la vision dell’associazione.

Già, la vision, un concetto che generalmente si sente usare da parte delle imprese, ma che a ben vedere può essere considerato valido anche nel nostro caso.

La vision infatti rappresenta una meta di lunghissimo periodo, il nostro ideale da raggiungere, che molto probabilmente non riusciremo a conseguire appieno, ma è proprio la sua inafferrabilità compiuta che manterrà in noi lo slancio per promuovere sempre nuove iniziative volte a raggiungerlo.

Vorrei citare al proposito un passaggio del libro “La Felicità al Potere” di cui vi ho parlato prima. Le ultime righe della citazione risultano particolarmente pertinenti:

“Ho sempre cercato di essere semplice, diretto (parla Jose Mujica, n.d.a.): bisogna rendere accessibili a tutti le cose che dici, non dimenticare che è il popolo, o una parte di esso, che ti elegge e a lui devi rispondere. Devi parlare sempre alla maggioranza della gente, altrimenti, se non ti capiscono, quello che fai sembra vuoto; i problemi che hanno le persone sono essenziali e, quasi sempre, sono gli stessi.

Nel 1999 sono diventato Senatore; nel frattempo avevo imparato che la democrazia, quella vera, come tutte le grandi idee di questa terra , non esiste e che quindi quello che noi possiamo fare è cercare di andarci quanto più vicino possibile; non mi illudo di poterci riuscire più di tanto […]”.

Dunque continuiamo con la nostra vision.

 

UN BILANCIO DEL PRIMO ANNO: PIU’ O MENO BENINO…

Se andaste a leggere la Relazione Sociale dell’Anno 2014 approvata in occasione dell’Assemblea di fine anno (il documento linkato rappresenta l’intero verbale e in fondo riporta la Relazione Sociale, prima o poi caricheremo nel sito internet tutti i verbali dei Direttivi e delle Assemblee…), noterete come questa sia stata impostata in maniera molto “asettica”, senza sbilanciarsi troppo in commenti e valutazioni positive o negative.

Qui invece voglio espormi più apertamente,  riconoscendo come l’associazione avrebbe potuto fare molto di più, pur data la sua tenera età. A pensarci bene, infatti, come gruppo giovanile informale operiamo dalle fine del 2012, e cosa abbiamo fatto al di fuori di attività di informazione e sensibilizzazione (e qualcosa di formazione in contesti non formali)?

Si potrebbe dire che non abbiamo fatto praticamente nient’altro, se non regalare alcune lampadine ad alta efficienza in occasione del Progetto A+++, il che mi sembra veramente poco. Ma poi pensandoci meglio in verità ci sono anche delle iniziative che stanno progredendo bene, come ad esempio il progetto sui forni solari, che però ha ancora molta strada da fare.

Purtroppo devo riconoscere che il collo di bottiglia finora sono stato io stesso, con il mio atteggiamento accentratore, controproducente rispetto ad una più sana e produttiva tendenza al coordinamento delle attività. Dovrei essere disposto a lasciare più autonomia di iniziativa ai soci, a scapito di rischiare che facciano errori che io non avrei fatto, perché sicuramente in altre situazioni troveranno soluzioni ben più efficaci rispetto alle mie.

Poi è anche vero che tutte le attività svolte finora sono state realizzate praticamente a titolo volontario (se si eccettua il tirocinio con Garanzia Giovani sui forni solari da parte di uno dei soci che però, era gestito direttamente da Legambiente Marche) e che, essendo ancora in pochi, non abbiamo la forza di renderle così incisive sul territorio.

Così finora ci siamo limitati a preparare il terreno, in alcuni punti abbiamo già seminato, in altri siamo un po’ più indietro, ma piano piano faremo partire le nostre attività. Non mi voglio dilungare nel descriverle, ma l’idea è di concentrarci in primo luogo sui forni solari, sui digestori anaerobici domestici, sui gruppi di acquisto fotovoltaici e su quelli per le tecnologie ad alta efficienza, non solo nel nostro territorio, ma anche in tutte quelle realtà, nazionali e estere, che vogliano condividere per noi un percorso verso la transizione.

Cercheremo di coinvolgere il più possibile la cittadinanza, specie quella che si trova in condizioni di maggiori difficoltà a causa della crisi. In alcuni casi ciò richiederà un impegno più attento da parte dei cittadini (divenuti soci) per le loro scelte quotidiane di consumo, rispetto a quanto si possano aspettare dal consumo di un servizio o prodotto preconfezionato dal mercato; il che da una parte ha lo svantaggio di richiedere dedizione e tempo, dall’altra si porterà dietro maggiori benefici per le proprie tasche e una maggiore soddisfazione personale.

LA STRADA GIUSTA…

Credo di poter parlare a titolo di tutti i soci dicendo che le Sentinelle dell’Energia non vogliono  proporre la soluzione a tutti i problemi economici, ambientali e sociali del nostro tempo, vogliono provare a formulare le proprie soluzioni flessibili rispetto alla realtà in cui intendono intervenire.

E soprattutto ai più giovani, che si pongono continuamente domande e sono alla continua ricerca di soluzioni, la prima cosa che suggerisco personalmente è di valutare tutte le opportunità che vi si offrono, ma provare anche a elaborare le proprie, non limitare il proprio sguardo ai confini del nostro territorio, ma aprirsi anche alle scommesse che si possono giocare all’estero.

In questo senso, chiudo l’articolo citando un altro passo del libro “La Felicità al Potere”:

“Le sue parole (di Jose Mujica, n.d.a.) sono lanci in avanti, verso il futuro. E se un punto di partenza si concede è di riconoscere, e far appello, alla singolarità di ciascuno. Alle tante domande dei discepoli in cerca di verità, sembra rispondere: << Non chiederti come vivo io, chiediti piuttosto come vivi tu. Non fare come me. Siamo diversi. La sobrietà che io ho scelto non è un paradigma, o un vanto, ma soltanto la via su cui io incontro la mia felicità. Tu prova a chiederti dove troverai la tua. Non conformarti. Osa seguire la tua strada. Osa godere della vita! ”

Buon Compleanno, Sentinelle dell’Energia – SELENE – APS!

Il Presidente

 

P.S. Non ho ringraziato i soci così spero che dal disappunto siano spronati a proporre più iniziative 😛

inoltre ho cercato di non fare un articolo troppo melenso e celebrativo e quindi non ho voluto ringraziare tutti 😛 (forse solo per questo l’articolo verrà bocciato dal Direttivo…)