Incredibile, abbiamo già compiuto due anni, è proprio vero che il tempo vola!

Forse una piccola percentuale di voi avrà letto l’articolo che scrissi l’anno scorso in occasione del compimento del nostro primo anno di vita e forse una percentuale ancor più piccola ricorderà almeno in parte quello che vi era scritto.

Ad essere sinceri, neppure io ricordavo appieno i contenuti trattati e l’impostazione che avevo dato all’articolo. Nel rileggerlo, sono rimasto stupito soprattutto dalla sensibilità mostrata nel testimoniare l’esperienza della vita associativa, oltreché dalla sua lunghezza e dall’impostazione di fondo altamente propositiva, pur non scevra da critiche sui limiti dell’operato corrente dell’associazione.

Come presidente delle Sentinelle dell’Energia, cercherò allora di mantenere la stessa impostazione anche quest’anno, ma allo stesso tempo tenterò anche di evidenziare maggiormente i limiti delle nostre iniziative. Scrivere questo articolo vuole rappresentare una pausa di riflessione, un’occasione per guardarsi da fuori e rivedere che cosa sia stato fatto finora e cosa sia necessario fare per migliorarsi.

Come potrete capire meglio leggendo il seguito (anche a più riprese se non ve la sentite di farlo in una sola volta), “in summa sintesi” ad oggi l’associazione non si trova ad avere un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Si trova piuttosto nella condizione di essersi procurata il bicchiere e di doverlo riempire del tutto, al fine di raggiungere la propria mission e di tendere alla propria vision.

Non dilunghiamoci oltre con l’introduzione quindi e raccontiamo i limiti e le opportunità dell’associazione, buona lettura!

 

IL BEBE’ E IL SUO TRICICLO, UNA CARTINA INCOMPLETA DELLA CITTA’ E LE PRIME FRASI ELABORATE

tricycle-691587Chi avrà letto l’articolo dell’anno scorso, ricorderà forse il capitoletto “UN INFANTE, PAPA’ E MAMMA E LE SUE BALIE”, in cui si riconosceva il ruolo fondamentale del Circolo il Ragusello di Legambiente Pesaro e del Comune di Pesaro nella nascita della nostra associazione di promozione sociale.

Allo stesso tempo, inoltre, si aggiungeva l’importanza della rete di relazioni e di conoscenze intraprese con gli altri soggetti pubblici e privati pesaresi, inclusi importanti rappresentanti del cosiddetto Terzo Settore, tra i quali il gruppo di acquisto solidale di Pesaro, Vicolocorto, La Lupus in Fabula, il Movimento locale per la Decrescita Felice e, aggiungerei ora, la Caritas diocesana e La Città della Gioia.

Al proposito, ci terrei da subito a evidenziare uno dei limiti del nostro operato: una “cartina incompleta della città”. Proprio così, è come se avessimo preso il via tra le strade della città in sella al nostro triciclo (beninteso, fatto con materiali a basso impatto ambientale) con una cartina della città incompleta. Mi spiego meglio. La nostra associazione è nata per dare il proprio contributo alla transizione energetica e per fare in modo che questa transizione non sia accompagnata da un’esacerbazione della disparità sociale, che porti piuttosto a soluzioni che siano in grado di favorire una maggiore equità (o quanto meno minori differenze) nell’economia e che siano in grado di promuovere occupazione, pur consapevoli dei profondi mutamenti in corso nella nostra società.

E con dare il proprio contributo, intendo dire fare qualcosa in più rispetto agli altri, in modo da giustificare la nostra esistenza.

In effetti, siamo nati perché sentivamo che le enormi potenzialità in mano ai nostri genitori avevano bisogno di un supporto per poter essere realizzate, perché alle enormi potenzialità si accompagnano mille impegni, che spesse volte impediscono di far fronte a tutte le esigenze e a tutti gli obiettivi che ci si è prefissi.

Qualcosa di buono lo abbiamo fatto, ci siamo dotati di un triciclo, per meglio muoverci in città. Per triciclo intendo anzitutto

(1) i patrocini richiesti e ottenuti dall’Assessorato alla Sostenibilità del Comune di Pesaro per realizzare le nostre iniziative,

(2) l’avvenuta iscrizione al Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale nel luglio 2015 (BUR_Marche_N9_21_01_2016_Pagine_Registro, pagina 2189, codice ORPS 606220),

(3) i progressi fatti nello studio, nella costruzione e nella cucina con i forni solari,

(4) la collaborazione con numerosi soggetti per presentare un progetto ad un bando di una fondazione di Alessandria nel settembre 2015, legato al tema del fotovoltaico e delle riqualificazioni energetiche,

(5) l’aver avvicinato maggiormente le tematiche sociali della povertà, dell’occupazione e del reddito minimo garantito,

(6) l’aver espanso i nostri orizzonti, affrontando le tematiche di nostro interesse non solo a livello locale, ma anche a livello globale, introducendo il tema degli obiettivi dello sviluppo sostenibile e lavorando tuttora per realizzare un evento locale che ci permetta poi di operare anche nel campo della cooperazione allo sviluppo, 

(7) l’aver realizzato il nostro primo scambio giovanile europeo all’estero con il progetto “Unity in Diversity” (Liepaja, Lettonia, 16-24 aprile 2016), di cui cercheremo di farvi sapere presto qualcosa di più.

E allora, qual è il problema? Qualcuno potrebbe dire. Il problema è che ad oggi le nostre attività non hanno prodotto risultati significativi e tangibili e, ancor prima, che non abbiamo realizzato un’analisi attenta del contesto in cui vogliamo operare. E’ come se disponessimo di una cartina incompleta della città e dessimo delle indicazioni farraginose e incomplete ai passanti che ci chiedono informazioni che dovremmo invece conoscere bene. E’ vero, abbiamo due anni, non siamo più infanti ma bebè, ci sta che non ci esprimiamo ancora al meglio, però è importante capire che si tratta di un limite molto grande. Se vogliamo promuovere la transizione energetica, dovremmo sapere quale sia la situazione attuale di diffusione delle energie rinnovabili in città, e comunicarlo attraverso pagine permanenti del nostro sito internet. Lo stesso dicasi per l’efficienza energetica, per la povertà e per la disoccupazione, e per tutti gli ambiti in cui intendiamo operare. Questo perché è da un’analisi attenta dei problemi, dalla conoscenza degli attori che sono già al lavoro per affrontarli e da una conoscenza ancora più profonda di coloro che potrebbero beneficiare dalla risoluzione dei problemi medesimi che nasce la consapevolezza del ruolo che possiamo svolgere, del contributo che possiamo dare per migliorare la situazione.

Per questo, non appena saremo riusciti a completare gli impegni che ci assorbono quasi totalmente in questo periodo, ci adopereremo per migliorare il monitoraggio della situazione nel territorio e per la sua comunicazione attraverso il nostro sito web, lo metto come promemoria nel calendario a partire da settembre.

 

UN BICCHIERE TUTTO DA RIEMPIRE

Un ottimista vede il bicchiere mezzo pieno, un pessimista lo vede mezzo vuoto, un pragmatico e uno scienziato secondo me misurano accuratamente il volume di acqua nel bicchiere e traggono le loro conclusioni in maniera scientifica.

E ancora, un sognatore sa che per un motivo o per un altro il bicchiere non si potrà mai riempire completamente, ma ciò che conta è l’impegno profuso per avvicinarci il più possibile a questo traguardo. Lo so, non facile pensare a un bicchiere del genere, concedetemi però questa metafora. Del resto, non è facile neppure immaginarsi una borsa dalla capienza infinita come quella di Mary Poppins!

A conti fatti, noi Sentinelle dell’Energia non possiamo certamente parlare di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Ci siamo procurati a mala pena il bicchiere (fatto con vetro riciclato al 100%) e ora abbiamo il compito di riempirlo.

Parliamo di transizione energetica, di passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio, ma quanto abbiamo fatto finora per raggiungere il traguardo? E se abbiamo fatto qualcosa, lo abbiamo forse monitorato? Ad essere sinceri, i risultati ad oggi sono decisamente scarsi. Ci siamo impegnati per diversi mesi negli anni passati per attivare un gruppo di acquisto cittadino per impianti fotovoltaici, ma poi ci siamo fermati proprio al momento di far partire il tutto, un po’ assorbiti da altri impegni, un po’ per la complessità della cosa, che ci richiamava a dover fare il nostro primo gran passo, quando ancora eravamo un po’ troppo piccoli. Abbiamo promosso i contratti di fornitura di energia elettrica proveniente da fonte rinnovabile, ma anche qui non lo abbiamo tradotto in un gruppo di acquisto, né abbiamo provato a monitorare se qualche cittadino abbia intrapreso quella strada grazie alle informazioni diffuse da parte nostra. Abbiamo promosso i forni solari, ma ancora non abbiamo per nulla valorizzato il loro potenziale di riduzione delle emissioni di gas serra. Non ci siamo impegnati quasi per nulla in una delle sfide più affascinanti e importanti, quella delle riqualificazioni energetiche degli edifici. In definitiva, conosciamo il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Pesaro, abbiamo il nostro bel bicchiere, ma ad oggi lo abbiamo riempito veramente poco.

Se pensiamo poi alla nostra vision, già riportata un anno fa in occasione della nostra prima candelina e che qui ripropongo, “transizione energetica della società verso un’economia a basse emissioni di carbonio, sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale”, allora assumiamo le vesti del sognatore e il nostro bicchiere diventa altissimo e il nostro compito per riempirlo risulta ancora più sfidante e avvincente.

 

CONTINUIAMO A DARCI DA FARE

L’impego dell’amministrazione Ricci per lo sblocco del patto di stabilità e la disponibilità di decine di milioni di euro di avanzo del bilancio comunale da destinare alla valorizzazione della città, lasciano ben sperare sulla creazione di lavoro nel territorio. Questo può rappresentare una buona opportunità per tanti giovani disoccupati, purché a beneficiarne non siano pochi privilegiati. In tutto questo, noi cercheremo di promuovere ancora di più la nostra mission. Consigliamo quindi a tutti di cercare di capire come stia evolvendo la città e quali opportunità ne possiamo trarre, e nello stesso tempo riproponiamo comunque quanto riportato l’anno scorso, citando nuovamente un passo del libro “La Felicità al Potere” di Jose Mujica:

“Le sue parole (di Jose Mujica, n.d.a.) sono lanci in avanti, verso il futuro. E se un punto di partenza si concede è di riconoscere, e far appello, alla singolarità di ciascuno. Alle tante domande dei discepoli in cerca di verità, sembra rispondere: << Non chiederti come vivo io, chiediti piuttosto come vivi tu. Non fare come me. Siamo diversi. La sobrietà che io ho scelto non è un paradigma, o un vanto, ma soltanto la via su cui io incontro la mia felicità. Tu prova a chiederti dove troverai la tua. Non conformarti. Osa seguire la tua strada. Osa godere della vita! ”

Buon Secondo Compleanno, Sentinelle dell’Energia – SELENE – APS!!

Il Presidente

P.S. Un grazie a tutti i soci che stanno portando avanti assieme a me questa bella avventura. Siamo diventati 22 e sono fiducioso che continueremo a crescere!