Nell’ultimo articolo abbiamo introdotto l’argomento delle elezioni parlamentari europee, sottolineando l’importanza che ha il voto dei cittadini, ora più di prima in seguito all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

In questo post vogliamo chiarire ulteriormente quali siano i poteri del Parlamento europeo e cominciare ad accennare alla composizione del Parlamento, a i suoi schieramenti politici e a come avvengono le votazioni.

Siccome l’articolo è un po’ lungo potreste leggerlo anche in due o tre mandate, ma se l’argomento vi appassiona nulla vi impedisce di leggerlo tutto in una volta!!

LE SEDI DEL PARLAMENTO EUROPEO

Ebbene si, ad oggi il Parlamento europeo si trova ad avere tre sedi: Bruxelles (Belgio), Lussemburgo e Strasburgo (Francia). Lussemburgo è la sede degli uffici amministrativi (il “Segretariato Generale”).

Le riunioni di tutto il Parlamento, ovvero le cosiddette “sessioni plenarie”), si tengono a Strasburgo e a Bruxelles. A Bruxelles, inoltre, si tengono anche le riunioni delle Commissioni.

La presenza di tre sedi e in particolare delle due sedi operative di Strasburgo e Bruxelles è legata a motivazioni di carattere politico che ci riconducono indietro nel tempo fino al 1951, anno in cui venne scelta Strasburgo come sede dell’Assemblea Parlamentare della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA), come segno della riconciliazione franco-tedesca.

Al giorno d’oggi una tale organizzazione risulta oltremodo dispendiosa, inquinante (per via dei continui spostamenti dell’intera macchina parlamentare) e ingiustificata, come messo in evidenza dal rapporto Fox-Hafner. Da anni infatti si parla di ridurre il numero delle sedi parlamentari, proposta osteggiata da posizioni politiche di parte e resa difficile dal fatto che per la sua approvazione è richiesta una modifica dei Trattati, che necessita del consenso unanime all’interno del Consiglio  dell’Unione europea.

L’incapacità di raggiungere questo traguardo è quanto meno paradossale alla luce delle politiche di austerità e razionalizzazione della spesa che l’UE sta imponendo agli Stati membri.

I POTERI DEL PARLAMENTO EUROPEO

Membri del Parlamento europeo al voto durante una sessione plenaria a Strasburgo, 21 aprile 2008 (fonte flickr)

Membri del Parlamento europeo al voto durante una sessione plenaria a Strasburgo, 21 aprile 2008 (fonte flickr)

 

 

 

 

 

 

 

 

Le funzioni principali del Parlamento europeo sono tre:

  1. discutere e approvare, insieme al Consiglio dell’Unione europea, le leggi europee;
  2.  esercitare un controllo sull’operato degli altri organi dell’UE, in particolare quello della Commissione;
  3. discutere e adottare il bilancio dell’UE insieme al Consiglio dell’Unione europea;

Qui vogliamo aggiungere solo un piccolo dettaglio alla prima delle funzioni del Parlamento. Come detto nello scorso articolo, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona e con l’introduzione della procedura legislativa ordinaria, il Parlamento ha un potere alla pari del Consiglio nella decisione della stragrande maggioranza delle materie su cui l’UE legifera. Per chi volesse saperne di più, questo link riporta una rappresentazione schematica e intuitiva molto efficace per capire quale sia l’iter di una proposta legislativa all’interno della procedura legislativa ordinaria. Per quanto riguarda il campo d’azione, tale procedura, che, prima del Trattato di Lisbona veniva chiamata procedura di codecisione, è stata estesa da 44 a 85 campi d’azione. Tra questi, si evidenziano i seguenti settori:

  • l’agricoltura;
  • la pesca;
  • i trasporti;
  • i fondi strutturali;
  • la giustizia e gli affari interni;
  • l’energia;

L’elenco completo dei campi d’azione può essere recuperato da questo estratto di relazione del trattato di Lisbona, curato dal Parlamento europeo.

COMPOSIZIONE DEL PARLAMENTO

Seduta del Parlamento europeo (fonte eurobserver)

Seduta del Parlamento europeo (fonte eurobserver)

 

 

 

 

 

Ciascuno Stato membro ha diritto ad un numero ben definito di seggi, in base al proprio numero di abitanti e secondo il principio della proporzionalità degressiva, che sta ad indicare che il numero di seggi è proporzionale al numero di abitanti, ma, per i Paesi più piccoli è riservato un numero di seggi leggermente superiore a quello che si avrebbe con il mero calcolo proporzionale.

Il minimo di seggi per Paese è 6, il massimo è 96 e in totale alle prossime elezioni ci saranno 751 seggi. L’Italia avrà riservati 73 seggi.

Composizione del Parlamento europeo (fonte wikipedia)
Stati membri 9 10 12 12 15 25 27 27 27 28
Anno 1979 1984 1989 1994 1999 2004 2007 2009 Lisb. 2014
Germania Germania 81 81 81 99 99 99 99 99 96 96
Francia Francia 81 81 81 87 87 78 78 72 74 74
Italia Italia 81 81 81 87 87 78 78 72 73 73
Regno Unito Regno Unito 81 81 81 87 87 78 78 72 73 73
Spagna Spagna 60 64 64 54 54 50 54 54
Polonia Polonia 54 54 50 51 51
Romania Romania 35 33 33 32
Paesi Bassi Paesi Bassi 25 25 25 31 31 27 27 25 26 26
Belgio Belgio 24 24 24 25 25 24 24 22 22 21
Rep. Ceca Rep. Ceca 24 24 22 22 21
Grecia Grecia 24 24 25 25 24 24 22 22 21
Ungheria Ungheria 24 24 22 22 21
Portogallo Portogallo 24 25 25 24 24 22 22 21
Svezia Svezia 22 19 19 18 20 20
Austria Austria 21 18 18 17 19 18
Bulgaria Bulgaria 18 17 18 17
Finlandia Finlandia 16 14 14 13 13 13
Danimarca Danimarca 16 16 16 16 16 14 14 13 13 13
Slovacchia Slovacchia 14 14 13 13 13
Croazia Croazia (12) 11
Irlanda Irlanda 15 15 15 15 15 13 13 12 12 11
Lituania Lituania 13 13 12 12 11
Lettonia Lettonia 9 9 8 9 8
Slovenia Slovenia 7 7 7 8 8
Cipro Cipro 6 6 6 6 6
Estonia Estonia 6 6 6 6 6
Lussemburgo Lussemburgo 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6
Malta Malta 5 5 5 6 6
Totale: 410 434 518 567 626 732 785 736 751 75

 

SCHIERAMENTI POLITICI

A livello dell’UE i partiti politici sono un’organizzazione che segue un ben determinato programma politico ed è costituita da partiti nazionali e da singole persone, ed è rappresentata in più Stati membri. Tipicamente quindi i partiti nazionali aderiscono ad uno specifico partito politico europeo, anche se talvolta possono decidere di sedere in Parlamento senza iscriversi ad alcun partito dell’UE (i cosiddetti indipendenti).

I partiti poi sono riuniti all’interno di 7 gruppi politici, di cui i partiti costituiscono sottogruppi. A questi, come detto, vanno aggiunti i parlamentari non iscritti ad alcun partito europeo. Per approfondimenti sui gruppi politici si veda la sezione dedicata del sito istituzionale del Parlamento europeo, mentre per la distinzione fra gruppi e sottogruppi si può fare riferimento alla tabella riportata su wikipedia, nonché al focus appositamente preparato dal Parlamento europeo.

L’UE ha realizzato un sito internet dedicato alle elezioni parlamentari europee 2014, dove, tra le altre cose, riporta l’elenco dei partiti presenti, corredata di una breve descrizione e del link al sito ufficiale.

In una sezione del sito, inoltre è possibile conoscere l’attuale ripartizione dei seggi in seno al Parlamento (si veda il seguente link), che riportiamo per comodità anche qua sotto.

Ripartizione dei Seggi del Parlamento Europeo al 2009 (fonte wikipedia)

Ripartizione dei Seggi del Parlamento Europeo al 2009 (fonte wikipedia). In bordeaux, il Partito della Sinistra Europea (e la Sinistra Verde Nordica); in rosso il Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (include il Partito del Socialismo Europeo e altri partiti nazionali); in verde i Verdi e Alleanza Libera Europea; in giallo il gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (che include l’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa e l Partito Democratico Europeo); in azzurro  il gruppo del Partito Popolare Europeo; in blu il gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (Alleanza dei Conservatori e dei Riformisti Europei e Movimento Politico Cristiano Europeo; in arancione l’Europa della Libertà e della Democrazia (Movimento per un’Europa Libera e Democratica); in grigio i non iscritti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo post ci limitiamo esclusivamente ad elencare i partiti europei:

  1. Partito Popolare Europeo;
  2. Partito del Socialismo Europeo;
  3. Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa;
  4. Verdi;
  5. Alleanza dei Conservatori e dei Riformisti Europei;
  6. Partito della Sinistra Europea;
  7. Movimento per un’Europa della Libertà e della Democrazia;
  8. Partito Democratico Europeo;
  9. Alleanza libera europea;
  10. Alleanza europea per la libertà;
  11. Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali;
  12. Movimento Politico Cristiano Europeo;
  13. Democratici dell’UE;

 

Nei prossimi post, cominceremo a vedere uno per uno i vari partiti europei, per capire i relativi programmi e per capire a quali di essi aderiranno i vari partiti italiani.

COME AVVENGONO LE VOTAZIONI

La modalità di voto varia da Paese a Paese; ad esempio, in alcuni casi è presente un’unica circoscrizione elettorale, in altri il territorio è suddiviso in circoscrizioni elettorali regionali. Inoltre, le elezioni si svolgono nell’arco di quattro giorni, dal 22 al 25 maggio, ma i singoli Paesi, sulla base delle proprie tradizioni elettorali, possono decidere di limitare le elezioni a uno o due dei suddetti giorni.

In ogni caso, vige il criterio della rappresentanza proporzionale, sulla base della quale i partiti nazionali ottengono un numero di seggi, tra quelli a disposizione del Paese di appartenenza, proporzionale ai voti ottenuti.

Prima di concludere, ricordiamo nuovamente che le prossime elezioni europee sono particolarmente importanti, in virtù del maggiore potere assunto dal Parlamento con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona e per la situazione di criticità economica che affligge i diversi Paesi negli ultimi anni, in particolare quelli del sud Europa.